Beto alla Fiorentina è una mossa che nasconde chiaramente le porte chiuse su altri obiettivi. Non si spiega altrimenti l'uscita di Paratici di una settimana fa a Roma
VIDEO Sky - Beto arriva a Firenze per le visite: tutto sull'affare
"Siamo una società solida, non abbiamo bisogno di vendere. I calciatori li vendiamo solo se vogliono essere ceduti, alla giusta cifra e quando troviamo un sostituto alla pari o migliore".
Già il 24 agosto queste parole di Fabio Paratici, che dichiarava pubblicamente quanto fatto già filtrare in maniera informale nei giorni precedenti, ci preoccupavano. Cosa si sarebbe inventato il ds? Quanti attaccanti verosimilmente aggredibili sul mercato dalla Fiorentina sono in grado di reggere l'epiteto "alla pari o migliore di Kean"? Forse nessuno, di sicuro pochi.
Icardi mediaticamente avrebbe funzionato, ma non avrebbe retto il confronto sul campo. Balogun è stato sondato, ma non era alla portata. Zirkzee, per quanto sia un giocatore diversissimo, quasi diametralmente opposto a Kean, sarebbe stato con ogni probabilità il compromesso giusto, capace di mettere insieme affabulazione, fattibilità e reale valore tecnico. Ma nel mercato c'è anche la volontà dei giocatori da considerare: quella è mancata.
E così è fatta per Beto. Anche per un pasionario del guineense come il sottoscritto, è impossibile mettere l'ex Udinese sullo stesso piano di Kean. Di sicuro non è alla pari, figurarsi se è migliore. Meno giovane, oggettivamente meno forte nei suoi picchi, meno versatile. "Ha fatto un fiore e ci ha..." finitela voi, ma il tenore dei commenti sul mercato viola è questo.
La freddezza di Firenze, oggi come allora
Quand'è stata l'ultima volta che un attaccante è stato accolto con così tanto scetticismo a Firenze? Già, proprio due anni fa, quando è arrivato Kean, accompagnato dalla definizione di "centravanti forte" data dall'allora ds Daniele Pradè quando ancora non si sapeva chi sarebbe arrivato. Kean era reduce da una stagione da zero gol e tanti problemi fisici, poi sappiamo tutti com'è andato al centro dell'attacco di Palladino.Sarà lo stesso per Beto? Beh, non sono le stesse le condizioni di partenza. Kean si presentava con pessime credenziali, ma con un grande potenziale inespresso che poi è riuscito a liberare; Beto invece ha 28 anni, più o meno è questo giocatore qui, dirompente nelle praterie e se vogliamo molto adatto al gioco che Grosso ha fatto vedere a Sassuolo, ma quanto c'è oltre?
Beto e Pellegrino
Lo scopriremo presto. Quel che è certo è che Beto è compatibile con Pellegrino e non il suo doppione: l'argentino è un target man, gioca di sponda e si abbina col gioco nello stretto di trequartisti esterni come Gudmundsson e Mastantuono, lo abbiamo visto negli sprazzi di occasioni col Frosinone; il guineense invece è un Kean meno aggraziato e più lungo, attacca ferocemente la profondità e sotto porta difficilmente sbaglia, ma ci va messo. In questo si abbina con ali veloci come il nuovo arrivato Njie o Gnonto che potrebbe sostituire last minute Gudmundsson. Non ci resta che fare il tifo per questa nuova strana coppia di attaccanti, sperando nel meglio.© RIPRODUZIONE RISERVATA