Milik si sfoga: “Ero vicino ad un club italiano. Uscite tante cose non vere su di me, vi dico tutto”

Milik parla del futuro, già a gennaio vuole lasciare il Napoli

di Redazione VN

Arkadiusz Milik, attaccante del Napoli seguito anche dalla Fiorentina, ha rilasciato una lunga intervista a Sportowefakty.pl. Il giocatore ha parlato dell’ultima stagione in azzurro e della nazionale, oltre che del suo futuro. Ecco alcuni estratti delle sue parole:

“Il mio destino era in bilico fino alle ultime ore del mercato. Si è parlato troppo di me e non sempre si è detta la verità. Per questo voglio fare chiarezza. Il Napoli voleva rinnovare il mio contratto e mi ha detto: firma o vieni ceduto. Ho deciso di andare altrove, di provare qualcosa di diverso. Il mio manager stava cercando una squadra. C’erano diversi interessi, ci sono stati colloqui. La pandemia ha complicato alcune cose. Si parlava di Roma, Juve, Fiorentina, Atletico? Non voglio fare nomi, ma so che per un trasferimento ci vogliono diversi accordi. C’è stato il via libera da parte mia. Ma i club non andavano d’accordo. E sono rimasto a Napoli. (chiaro il riferimento alla Juve, ndr). Roma? Ho fatto le visite mediche e andava tutto bene. Il club fece anche un comunicato. Ma non voglio dire qual è stata la squadra a cui sono stato più vicino. Era in Italia? Sì (altro riferimento alla Juve, ndr). Penso solo ai soldi? Fosse stato così, avrei già rinnovato. Ho ricevuto una buona proposta. Ma la vita di un atleta è breve e all’età di 26 anni volevo crescere ed essere un calciatore migliore. Questo è il momento giusto per una nuova sfida. Molte cose sono state fraintese. Non c’è mai stata ostilità da parte mia verso il Napoli. Ho grande rispetto per la società e ho trascorso quattro anni meravigliosi. Ma ho deciso così, questa è la mia scelta. Ai giornalisti italiani piace aggiungere un po’ di dramma a questioni semplici.

 

Guerra tra me e il club? Da parte mia assolutamente no. Spero che i tifosi dopo questa intervista capiscano che non ho mai mancato di rispetto alla società. Io volevo separarmi in armonia. Il club, però, non ha mai comunicato con le squadre in cui volevo andare. Questa non è stata una bella cosa per me. Questione d’onore per De Laurentiis? Abbiamo sempre avuto un buon rapporto, so come ragiona. Non credo sia stato influenzato dai media. Io non inserito nelle liste? L’ho scoperto dai giornali, ma mi aspettavo una scelta del genere. Però la mancanza di comunicazione non è del tutto professionale. Sono stato capocannoniere negli ultimi due anni e ho dato sempre il massimo. De Laurentiis? Non so se cambierà qualcosa parlandoci. Vedremo come andrà a finire. Intanto fino all’ultimo giorno del mio contratto mi allenerò come si deve. Gattuso mi tratta come uno dei tanto, non come un calciatore che deve andare via. Non mi ha fatto sentire che qualcosa è cambiato. Fisicamente sto bene. Critiche? Non è bello che la mia ragazza legga le offese nei miei e nostri confronti. Qualche tifoso si è anche avvicinato per chiedermi se stavo per andarmene. Non c’è odio, ma ripeto: molti leggono cose non vede e la gente ci crede. Il mio ristorante può aver rovinato il rapporto con De Laurentiis? La società detiene il 100% dei diritti d’immagine. Potrei esserne accusato, ma non è un problema che riguarda il mio addio. Sono questioni che si risolvono in poche ore. Coppa Italia vinta? E’ stato un anno strano a causa della pandemia, ci sono stati momenti difficili come il cambio allenatore, ma abbiamo concluso la stagione nel migliore dei modi”.

 

 

Milik
Photo by Paolo Bruno/Getty Images
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  1. dallapadella - 2 settimane fa

    Per confermare che a Firenze non voleva proprio venire, alla faccia delle notizie che lo volevano vicino alla viola.

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  2. Attila - 2 settimane fa

    Ancora con Milik. Andrà alla Juve a parametro zero. Tutti i prpcuratori lo sanno.

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  3. jameslabriexxx - 2 settimane fa

    Ma vai un po’ in do ti pare…

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  4. Axel - 2 settimane fa

    Da quest’intervista invece leggo una conferma di tutto quello che si è letto fino ad oggi ed una leccatina nella speranza di riavvicinarsi alla possibilità di poter giocare qualche partita in un anno che si prospetta, per lui, molto molto duro. Io avrei fatto fare due anni così a Chiesa. Non ci prendevi niente? Dubito, non sarebbe mai stato fermo due anni, avrebbe significato la fine della sua carriera.

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