Il particolare caso che ha creato caos nelle prime conferenze stampa del Mondiale in Messico-USA-Canada: perché lo spagnolo è "vietato"

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Il divieto di porre domande in spagnolo durante alcune conferenze stampa ai Mondiali ha generato polemiche dopo vari episodi che hanno coinvolto giocatori come Frenkie de Jong, Achraf Hakimi e Vinícius Jr., tutti pronti a rispondere senza problemi nella lingua iberica.

Tutto nasce da un intervento in sala stampa della FIFA che ha fermato un giornalista messicano proprio mentre iniziava una domanda in spagnolo, ricordando che in quella conferenza non era prevista quella lingua. La spiegazione ufficiale è legata a un tema puramente organizzativo: la presenza dei traduttori.

La FIFA, infatti, consente le domande in conferenza solo nelle lingue per le quali è garantita la traduzione simultanea. In pratica, sono ammesse l’inglese e le lingue delle nazionali coinvolte, a seconda degli interpreti disponibili. Non si tratta quindi di un divieto contro lo spagnolo, che resta una delle lingue ufficiali della FIFA, ma di una gestione logistica.

Infantino

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