La Uefa pensa di riformare la Champions League: niente più gironi e 36 squadre

Il modello è la Super League svizzera, con scontri diretti e un unico grande raggruppamento per aumentare l’attrattività. Si potrebbe partire dal 2024

di Redazione VN

Niente più fase a gironi, ma anzi 36 squadre in un campionato a sé stante. Così l’Uefa pensa di rinnovare la Champions League, stando a quanto riportano Telegraph e Times. Il motivo? Far giocare più partite, accontentare i broadcaster e allontanare la minaccia di una Superlega.

NUOVO FORMAT – Così cambierà l’attuale format della Champions League: sparirebbero gli otto gironi da quattro squadre e il numero di club coinvolti potrebbe aumentare a 36. Senza gironi, ogni club disputerebbe 10 gare, cinque in casa e cinque in trasferta, contro 10 avversari diversi. La prima fase, anziché i sei turni attuali, avrà dunque 10 match. A questo punto, le prime sedici classificate si sfiderebbero agli ottavi, mentre retrocederebbe in Europa League chi finisca tra la 17° e la 24° posizione. Gli accoppiamenti sarebbero incrociati (prima contro sedicesima, seconda con quindicesima, e così via).

LE RAGIONI DEL CAMBIAMENTO – La riforma potrebbe entrare in vigore a partire dal 2024 ed è sostenuta da due motivazioni sostanziali: offrire più partite europee ai club (e ai broadcaster) e allontanare la minaccia di una temuta Superlega. Le discussioni proseguiranno in settimana, quando l’Uefa sottoporrà l’idea a vari stakeholders tra cui l’European Club Association, ma c’è intanto da registrare la volontà di un nuovo format per aumentare l’attrattività della Champions League.

PRECEDENTI – Non è la prima volta che si parla di variare il format alla Champions. Nel 2012, alla Bild, l’allora presidente Uefa Michel Platini aveva parlato di una Champions League a 64 squadre, che fagocitasse di fatto l’Europa League. La rivoluzione sarebbe partita nel 2016, quando però è stata bloccata. Al suo posto, ecco una Champions nuova dal 2018: quattro posti garantiti all’Italia, con nuovi premi e tre fasce di ranking (risultati dal 1956 al 1993, dal 1993 al 2008, dal 2008 al 2018). Già si parlava, dal 2021, di far giocare le partite anche nel weekend e fuori dall’Europa. Questa volta, invece, a saltare potrebbero essere i gironi.

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