La "candidatura" di Veretout alla Roma di Gasperini: le parole dell'ex centrocampista della Fiorentina oggi a Doha
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L'esperienza in Qatar con la maglia dell'Al Arabi non spegne le ambizioni di Jordan Veretout, centrocampista classe 1993 ed ex giocatore di Fiorentina e Roma. Intervistato da Rete Sport, il mediano francese ha ripercorso i suoi anni nella capitale e non ha nascosto il desiderio di rimettersi in gioco in Italia, lanciando una vera e propria candidatura per i giallorossi.
Gli anni in giallorosso e il rimpianto Gasperini
Ripensando al triennio vissuto nella capitale, il centrocampista custodisce ricordi indelebili legati al campo e al trionfo europeo:
Mi piaceva aiutare la squadra, correre tanto, ma riuscivo a segnare e sono riuscito a farne tanto. Ho fatto tre anni a Roma spettacolari, la mia famiglia si sentiva molto bene lì, abbiamo vinto la Conference.
Sull'attuale gestione tecnica e sul potenziale inserimento nei meccanismi di Gian Piero Gasperini, l'ex viola ammette che le caratteristiche tattiche si sarebbero sposate alla perfezione:
Per caratteristiche mi sarei divertito, sicuramente sarei migliorato ancora. In Francia a Marsiglia avevamo Tudor che giocava con un sistema simile. Mi avrebbe fatto piacere esser allenato da lui, quando ero a Roma l’Atalanta mi voleva e quindi penso che il mister Gasperini mi volesse con lui.
Il rapporto con Mourinho e la chiamata per il futuro
Nel corso dell'intervista c'è spazio anche per un elogio a José Mourinho, definito un punto di riferimento assoluto dello spogliatoio:
Era il numero uno, ho avuto un buon rapporto con lui. Non so se lui o la società prima, che ha fatto sì che giocassi meno, parlavamo del rinnovo ma non trovammo l’accordo. Mou era sempre molto vicino ai giocatori, è e resta un numero uno.
Oggi la realtà si chiama Doha e mette al primo posto la serenità familiare, ma di fronte a una chiamata della Roma la disponibilità sarebbe totale:
Sto bene qui, una vita spettacolare, la cosa più importante per me è la famiglia e lo devo fare anche per loro. Se la Roma mi chiama, mia moglie dice che vuole tornare nella capitale. Non sono finito, posso dare ancora una mano, se la Roma vuole io ci sono.
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