"Lì per lì non ti rendi conto di quello che sta succedendo. Non puoi immaginare le conseguenze che poi ci sono state"
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Silvano Martina, ex portiere protagonista del pericoloso scontro di gioco con Antognoni, è stato intervistato da Repubblica. Ecco le sue parole sullo scontro tra il portiere Owono e Jesus De Miguel:
Cosa ha provato quando ha visto l’incidente capitato a De Miguel?
«Non ho visto le immagini».
Perché?
«Non ho voluto guardarle».
Anche lei è passato da uno scontro terribile con Antognoni. Cosa ricorda?
«Lì per lì non ti rendi conto di quello che sta succedendo. Non puoi immaginare le conseguenze che poi ci sono state. Io ho continuato a giocare, ma quello che è accaduto mi ha lasciato un segno dentro».
Quale?
«Mi venne l’ulcera dalla tensione. Era un momento delicato per me, non ero giovanissimo ma mi stavo giocando la carriera. Trovarmi su tutti i giornali per un mese per questa cosa mi creò un grande disagio».
Antognoni come reagì con lei?
«È stato strepitoso fin dal primo giorno. Mi feci trovare in ospedale, gli dissi che prima o poi mi avrebbe fatto gol e così è andata. Gli dissi pure che l’anno seguente avrebbe vinto il Mondiale. Com’è poi successo».
Il vostro rapporto si è evoluto?
«Siamo stati tante volte a cena insieme. Lui e la sua famiglia avrebbero avuto il diritto di dirmi qualsiasi cosa, non l’hanno mai fatto. Lo apprezzo tanto. Quello scontro fu brutto da vedere, ma anche sfortunato».
Ci racconta quegli attimi?
«Non c’è stata mai da parte mia l’intenzione di colpirlo. Certo, potevo essere più prudente. Ma mentre correva verso di me avevo intuito quello che voleva fare. La palla ha picchiato sulla riga, lui voleva scavalcarmi con un pallonetto ma è scivolato, io a quel punto ero già per aria e con la gamba destra l’ho colpito. Una dinamica di gioco contestabile, ma senza volontà di fargli male. Giancarlo l’ha capito subito».
Pochi mesi dopo, al Mondiale ’82 ci fu un altro intervento scomposto del portiere tedesco Harald Schumacher, nella semifinale con la Francia.
«Schumacher però lo fece apposta, colpì intenzionalmente Patrick Battiston. La dinamica rispetto al mio scontro fu completamente diversa».
Cosa successe dopo l’incidente?
«La settimana successiva fu traumatica. In giro si parlava di tutto meno che della partita. In quei giorni ero inguardabile. È stato davvero difficile».
E poi?
«Non so cosa accade nella testa delle persone. Io lì potevo crollare o rialzarmi. Ho avuto la fortuna con l’Ascoli la domenica seguente di parare un rigore a Greco. Mi diede la forza di reagire. Da quel momento, per media voto, divenni il portiere più forte d’Italia».
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