Da Atta a Oulai, passando per la cessione di Kean. Il riassunto del mercato viola
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Intenso, frenetico e ricco di colpi di scena. È stato questo il mercato della Fiorentina guidato dalla coppia Paratici-Goretti. Un mercato che ha visto una rivoluzione totale della rosa, a discapito di quei giocatori che l’anno scorso hanno sfiorato la retrocessione. Andiamo più nel dettaglio per ripercorrere i passi decisivi compiuti dalla dirigenza viola per mettere a segno ben 13 acquisti e oltre 20 cessioni.
RIVOLUZIONE
Tutto inizia a giugno inoltrato, quando tutta Firenze attende con ansia la conferenza stampa di Alessandro Ferrari e Fabio Paratici, di ritorno dal viaggio in America per incontrare Giuseppe Commisso. C’è aria di ridimensionamento e il ds viola illustra alla stampa e ai tifosi un progetto serio che richiede tempo: puntare sui giovani, con stipendi sostenibili, ma senza precludersi alcun obiettivo. «Preferisco arrivare una volta 15° e poi fare bene l’anno successivo, piuttosto che arrivare sempre 7°-8°». Insomma, la piazza si stava preparando a un’estate “complicata”, con una squadra destinata a ripartire con calma, molta calma.
CHE SORPRESA
La mano di Fabio Paratici, però, si vede subito. Pronti, via: arrivano Viery, Dragusin, Atta e Jimenez. Tutti colpi improvvisi, annunciati a sorpresa, con lo spagnolo già presente al Viola Park per le visite mediche al momento dell’annuncio. Paratici diventa così l’idolo della piazza e Firenze comincia a sognare. L’acquisto di Atta, cercato da Milan, Inter e da diversi club della Premier League, non pone limiti alle fantasie viola. Questa è la base sulla quale si costruisce il mercato della nuova Fiorentina di Fabio Grosso.
OULAI
Il Viola Park si riempie. Inizia il ritiro estivo e Fabio Paratici sta trattando, in gran segreto, un centrocampista che gioca in Turchia e che ha colpito tutti al Mondiale: Christ Oulai. La trattativa non è semplice, tanto che dal Viola Park raccontano di un ds viola spesso innervosito dai continui rilanci dell’entourage del giocatore. Il suo arrivo resta in bilico fino all’ultimo. Alla fine, tra smentite e contatti, Oulai atterra a Firenze alla fine di luglio, poco prima della partenza per l’Inghilterra.
SEGNALI INGLESI
L’arrivo del centrocampista mostra a tutti la caparbietà del ds viola. Dopo Atta, acquisto che ancora oggi viene definito dagli addetti ai lavori “pazzesco” per tempistica e cifre, anche Oulai contribuisce ad alzare l’asticella del valore della rosa viola. L’ex Trabzonspor viene considerato un acquisto di primo livello per qualità e futura rivendibilità. In Inghilterra, Fabio Grosso pone le prime basi per la Fiorentina del futuro. La rosa è incompleta, mancano gli esterni e ci sono ancora molte incognite su giocatori presenti in squadra come Kean, Piccoli e Gudmundsson. Intanto, Fabio Paratici sfrutta il suo rapporto con il Real Madrid portando a Firenze uno dei talenti del panorama europeo: Valdepeñas. Ed è proprio dal ritiro inglese che arrivano le prime indicazioni sul primo vero mercato del ds viola. La Fiorentina vuole puntare sui classe 2003 e 2004: giocatori forti e con ampi margini di crescita. Giorno dopo giorno si rafforza sempre di più la percezione di un mercato destinato a decollare, con un colpo dietro l’altro.
MASTANTUONO
È qui che si inserisce l’arrivo di Franco Mastantuono. Grosso ha bisogno di esterni e Fabio Paratici non vuole accontentarsi: sonda diverse piste e valuta giocatori forti, in uscita dai migliori club europei, come Leao. Alla sua porta, però, si presenta una grande occasione. Di solito la ciliegina sulla torta arriva alla fine, ma l’ex dirigente della Juventus non ha intenzione di aspettare. Così, mentre si chiude l’arrivo di Valdepeñas, Paratici pone le basi per l’acquisto di “mister 67 milioni”. Superando un’agguerrita concorrenza e facendo leva sulla volontà del ragazzo, la Fiorentina porta a casa uno dei talenti più promettenti del calcio mondiale.
IL CASO KEAN
Con Mastantuono, l’attacco viola prende sempre più forma, mentre Moise Kean rimane al centro del progetto. La clausola è scaduta e soltanto il Como si è fatto avanti, ma in maniera timida, per l’attaccante. Non a caso, in quel momento, la Fiorentina decide di dare fiducia al centravanti viola, anche per mandare un messaggio chiaro alla squadra di Fabregas: noi puntiamo su Kean e per la sua cessione serve un’offerta davvero importante. Nasce così la girandola delle punte, con Piccoli al Bologna e Pellegrino alla Fiorentina. L’argentino, che piace molto a Fabio Paratici, arriva a Firenze con l’idea di alternarsi proprio con Moise Kean. Con il passare delle settimane, però, il pressing del Como si fa sempre più insistente, fino a raggiungere la cifra richiesta dal ds viola. Nel frattempo si consuma la rottura totale tra Kean e il club, con tanto di multa e polemiche. La strategia di Paratici è molto semplice: trovare un sostituto più forte o di livello simile a Kean, senza dimenticare le esigenze del campo. La stessa linea viene seguita per gli esterni. Non a caso, dal Torino arriva Njie: giovane, promettente e con ampi margini di crescita. Lo stesso discorso vale per Beto, non tanto per l’età quanto per le caratteristiche. Paratici, dopo aver regalato a Firenze nomi da aeroporto, decide di puntare sull’utilità: un profilo magari meno risonante, ma più funzionale alla causa viola. Negli ultimi giorni, con gli arrivi di Njie, Beto e Gnonto, il mercato viola prende sempre più forma. Vi ricordate l’esterno forte, in uscita da uno dei grandi club europei? Fabio Paratici, proprio sul gong, riesce a chiudere per Pedro Gonçalves dello Sporting Lisbona, un altro colpo di calibro europeo.
A CENTROCAMPO
Il mercato della Fiorentina non ha visto soltanto arrivi, ma anche numerose cessioni. Molti protagonisti della squadra che l’anno scorso ha sfiorato il disastro hanno lasciato il Viola Park, con Fabio Paratici che è riuscito a ridurre il monte ingaggi. Le partenze di Kean, Gudmundsson, Nzola e Mandragora hanno dato ossigeno alle casse del club viola. Come riportato da Giovanni Sardelli su Repubblica questa mattina: il monte ingaggi della Fiorentina è sceso complessivamente da 100 a 75 milioni di euro, con un tetto di 2,2 milioni per ciascun calciatore: rispetto ai 6 milioni percepiti da Kean e ai 3,5 di Gudmundsson, Pellegrino guadagna 1,5 milioni, Gnonto 1,8, Njie 500mila euro e Valdepeñas circa 1,65 milioni, la metà dei 3,3 percepiti da Gosens. In mezzo al campo arriverà qualcun altro? Il nome di Brozovic, che circola da qualche giorno, non sembra trovare grandi conferme. Torreira e Thorstvedt erano gli obiettivi principali, ma sono stati accantonati a causa delle richieste considerate esorbitanti del Galatasaray e del Sassuolo.
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