Seconda parte della nostra cavalcata nella storia. Arrivano le prime coppie

La stagione 81/82 segna la comparsa degli sponsor sulle maglie delle squadre. Nuovi gruppi imprenditoriali si avvicinarono al calcio, le società ebbero un po' di ossigeno e il mercato si movimentò: anche realtà non di primo piano ingaggiarono giocatori importanti. Gli stranieri restarono fermi ad uno per squadra con le principali attrici che confermarono le scelte dell'anno precedente. Un solo giocatore fu tagliato: quell'Eneas che aveva deluso a Bologna e che fu sostituito dal tedesco Herbert Neumann. Questo cambio non servì al Bologna per evitare la retrocessione. Dalle tre neopromosse Milan, Genoa e Cesena arrivano i nomi nuovi. I rossoneri guidati da Farina ingaggiarono Joe Jordan lo squalo, centravanti scozzese che deluse le aspettative segnando solo due reti in 22 partite. Il Milan retrocesse nuovamente e lo Squalo in Serie B collezionò 30 presenze e 10 reti. Jordan è stato addirittura inserito nella lista dei 110 giocatori più importanti della storia rossonera. Il Genoa si affidò a René Vandereycken che restò nella città della Lanterna due anni senza brillare collezionando 28 presenze. Ben diverso il destino di Walter Schachner (nella foto) che giocò a Cesena due stagioni collezionando 17 gol per poi passare al Torino ed infine all'Avellino. Dell'attaccante austriaco i tifosi viola ricordano forse la sua rete che dette il via ad una clamorosa rimonta subita dalla Fiorentina che in vantaggio a Cesena fino a pochi minuti dal termine si fece rimontare fino al 3-3 finale. L'Udinese, che l'anno prima aveva portato in Italia Neumann (adesso a Bologna), portò in Italia Orlando Pereira, difensore brasiliano che restò un solo anno senza lasciare traccia di sé a Udine. Altre due società decisero di gettarsi nella mischia il Como e il Catanzaro. Il primo portò in riva al Lario Dieter Mirnegg, terzino austriaco. Con lui in campo per 11 partite la squadra lariana retrocesse. L'anno successivo in B non venne nemmeno utilizzato. Inevitabile il suo ritorno in Austria. Il Catanzaro scelse Viorel Năstase attaccante rumeno che segnò solo 3 reti in tre anni con due retrocessioni al suo attivo. Un disastro. Anche Costantino Rozzi con il suo Ascoli andò a pescare all'estero e portò in Italia François Zahoui che fu il primo calciatore africano ad esordire nel campionato di serie A. Costato 10 milioni di lire, il giovane ivoriano pagato poco più di 1 milione al mese non riuscì a trovare posto in squadra ed esordì in Serie A proprio contro la Fiorentina-Ascoli. Giocò solo 11 partite in due anni. Al termine della stagione retrocessero Milan, Bologna e Como e per il campionato successivo che portò all'arrivo del secondo straniero per squadra salirono nella massima serie Sampdoria, Pisa e Verona. Ci furono diversi cambi anche nelle grandi a cominciare dalla Juventus campione d'Italia a spese della Fiorentina che dette il benservito a Liam Brady, dirottato all'ambiziosa Sampdoria, per portare a Torino una coppia che avrebbe fatto le fortune dei bianconeri Michel Platini e Zibi Boniek. I viola decisero che doveva essere rinforzata la difesa che aveva perso Pietro Vierchowod e puntarono decisi su Daniel Passarella, il Caudillo che dopo un girone d'andata incerto prese in mano le redini della Fiorentina e in quattro anni collezionò 109 presenze con 26 reti. Fu protagonista assoluto anche dell'ultima partita in viola a Pisa: suonò la carica in campo e negli spogliatoi per battere il Pisa e andare in Europa a spese dell'Inter che lo aveva già praticamente acquistato. Un esempio per tutti i compagni sicuramente. Più fortuna ebbe Herbert Prohaska che l'Inter lasciò andare a Roma dove vinse lo scudetto insieme a Falcao. I nerazzurri rimasero incantati dai due anni avellinesi di Juary e lo acquistarono insieme a Hansi Müller, mezzala d'attacco che non legò molto con i compagni e soprattutto con Beccalossi. Due stagioni all'Inter e poi rimase per un anno in Italia a Como. Delle altre grandi il Napoli portò in Italia, accanto a Krol, Ramon Angel Diaz che giocò un solo anno a Napoli per passare ad Avellino dove si riscattò. Venne anche a Firenze e terminò la sua esperienza italiana all'Inter. L'Avellino, perso Juary si affidò a Søren Skov, attaccante danese che deluse il presidente Sibilia e dopo una stagione tornò in patria e a Geronimo Barbadillo peruviano che invece passò diverse stagioni in Irpinia. Cesena Ascoli e Catanzaro non cambiarono e restarono rispettivamente con Nastase, Zahoui e Schachner. Le altre: il Cagliari si sbloccò portando sull'isola due sudamericani dal costo basso Victorino e Uribe, il Genoa affiancò a René Vandereycken, Jan Peters e il naturalizzato Edgar Moras. Altro cambio in corsa arrivò da Udine con Orlando sacrificato per far arrivare un altro difensore brasiliano di ben maggiore rendimento, Edinho insieme all'attaccante Ivica Šurjak. Infine il Torino decise di affiancare a Van de Korput l'argentino Patricio Hernández, due anni senza brillare e poi una stagione fallimentare ad Ascoli ed il rientro in patria. Le neopromosse: tutte approfittarono della nuova disposizione e arricchirono la rosa con la coppia di stranieri. La Sampdoria cominciò a gettare le basi per una grande squadra con Liam Brady scaricato dopo due anni dalla Juventus a cui aggiunse il centravanti inglese Trevor Francis che giocò con i "blucerchiati" tre stagioni, segnando 17 reti in 68 partite di campionato e contribuendo da capocannoniere alla vittoria della Coppa Italia 1984-1985. Romeo Anconetani, padre padrone del Pisa, portò in Italia il danese Klaus Bergreen e l'uruguaiano Jorge Caraballo. Il primo fornì un eccellente rendimento in 4 stagioni mentre il secondo fallì e giocò solo 7 match tanto che i tifosi cantavano allo stadio "Caraballo, meglio perdello 'he trovallo". Infine il Verona con un'altra coppia mista: dalla Polonia arrivò il difensore Wladyslaw Zmuda, mentre dal Brasile ecco José Guimarães Dirceu. Il polacco giocò solo 7 gare in due anni e fu costantemente alle prese con infortuni che lo limitarono tantissimo. Il secondo giocò un anno a Verona ma cambiò tante squadre in Italia prima di morire a soli 43 anni per un incidente d'auto.

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LINK - La storia degli stranieri in Italia: il ritorno 

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