"Sabato la partita col Torino si trasforma già in un esame di verità"

FIRENZE STADIO ARTEMIO FRANCHI SERIE A FIORENTINA VS FROSINONE

VIDEO VN - Cambiare non significa distruggere, ma qui è già tutto a pezzi

Alberto Polverosi, sulle pagine del Corriere dello Sport, attacca duramente la Fiorentina. Da squadra ad allenatore, non si salva nessuno:

Se non ci fosse una squadra che deve vergognarsi, dovremmo cominciare e finire il commento scrivendo solo del Frosinone. Bello, spavaldo, organizzato, con un giovane bomber, Antonio Raimondo, ai primi gol, anzi, alla prima doppietta in Serie A, l’1-0 d’istinto, il 2-0 con un capolavoro. Tre a zero facile per la squadra di Alvini che nelle diciannove partite in Serie A, prima di Firenze, non aveva mai vinto. Anche questo è un segnale. Una vergogna dall’altra parte. Anzi, sette volte vergogna: per la sconfitta al debutto al Franchi, per la batosta contro una neopromossa, per una partita giocata un quarto d’ora e poi subita, per i sette gol presi in 180 minuti, vergogna perché per la prima volta nella sua storia ha perso le prime due di campionato senza segnare un gol, perché in tribuna c’era la storia della Fiorentina e vergogna perché questa batosta è arrivata nel giorno del Centenario. Una festa rovinata per colpa di una squadra che squadra non è. Se all’Olimpico qualche spiegazione allo 0-4 si poteva trovare, fra le scelte sbagliate di Grosso e la presenza sul fronte opposto di una squadra forte e soprattutto già fatta, stavolta si resta a bocca spalancata davanti alla resa della Fiorentina, all’incapacità tecnica che stride clamorosamente con la linea del mercato, alla difficoltà fisica, al disorientamento generale, alla fragilità della difesa. Dal niente dell’Olimpico alla rovina davanti al Frosinone. Prendiamo qualche spunto sparso. Sei calci d’angolo per la Fiorentina, cinque si sono fermati sul primo difensore del Frosinone. E a uno dei primi angoli dei ciociari, stacco di Bracaglia, Dragusin imbambolato, come era capitato più di una volta a Roma e gol. Dragusin è stato acquistato perché l’anno scorso i viola ne avevano presi una valanga dagli angoli. Si ricomincia. Passiamo al primo gol: Kvernadze deve fare il giro largo sulla linea di fondo, Ndour il giro stretto, ha un gran fisico Ndour, basterebbe farlo sentire al georgiano, che invece passa e piazza l’assist per l’uno a zero di Raimondo. Ora Pellegrino: in 180 minuti solo un tiro verso la porta, ovviamente a lato. Centonovantadue centimetri sballottati da una parte all’altra da Monterisi. Chissà Batistuta, suo connazionale, cosa avrà pensato. E gli stessi pensieri saranno passati nella mente di Daniel Bertoni di fronte al secondo tempo di Mastantuono, scomparso dal campo. E Dunga allora? Era il leader di una Fiorentina che non si piegava mai, adesso chi è al comando di questa non squadra? Ieri fra i titolari c’erano solo tre over 25, De Gea, Pongracic e Gudmundsson, un 2001 (Pellegrino) e poi si va dal 2003 in su. Sono giovani, giovanissimi, avrebbero bisogno di qualcuno che in campo riesca a proteggerli. E non c’è. In ogni caso se si parla dell’età, il Frosinone era ancora più giovane e ha giocato col senso di una squadra esperta. La Fiorentina di Grosso ha bruciato anche la Fiorentina di Pioli: due punti nelle prime due del campionato scorso, zero adesso, con zero gol segnati, con il voto zero alla difesa, con lo zero totale per giocatori e allenatore. Sabato la partita col Torino si trasforma già in un esame di verità.
FIORENTINA VS FROSINONE

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