"Fiorentina costruita non in modo equilibrato"
Lotta e corsa, ingredienti sconosciuti… Così il calcio ti rifiuta, cara Fiorentina
Ernesto Poesio, sulle pagine del Corriere Fiorentino, è tornato a parlare di Fabio Grosso e della situazione della Fiorentina:
Giusto quindi confidare che il tempo porti con sé miglioramenti (e ci mancherebbe altro), ma non può essere derubricato a incidente di percorso un inizio di stagione in cui sono arrivate 4 sconfitte in 6 partite di campionato, 1 sola vittoria con l’ultima in classifica e un pareggio. Il tutto infarcito dall’enormità di 14 gol subiti, da un esonero dopo solo tre giornate dell’allenatore definito come «l’unica e prima scelta» e poi sostituito richiamando quel tecnico a cui al termine della scorsa tribolata stagione non era stato rinnovato il contratto perché non ritenuto adatto a costruire la Fiorentina che la dirigenza aveva in mente. Di normale e incidentale c’è molto poco, come del resto gli ultimi anni di vicende viola hanno abituato. C’è invece il solito filo conduttore del sentirsi più forti e più bravi di quello che in realtà il campo ogni volta dimostra. Era bastato il pareggio contro un Napoli infarcito di assenze per rafforzare la superficiale spiegazione che tutta la responsabilità dell’inizio di stagione choc fosse di Fabio Grosso. Un racconto, tra l’altro, agevolato dal fatto che dell’ex tecnico viola si sono perse le tracce dal giorno dopo l’esonero. Evaporato, scomparso, quando invece sarebbe stato utile conoscere anche la sua versione per capire i problemi di questa Fiorentina. Approfondire, chiedersi il perché di questo perenne ritorno nella palude. Alla Fiorentina servirebbe probabilmente questo, la presa di coscienza che questa squadra è stata sì costruita con alcune intuizioni felici, ma anche in modo non del tutto equilibrato. E che le lacune, come quelle di una difesa in cui mancano almeno un centrale e un laterale sinistro oppure quelle di un centrocampo povero di incontristi, si faranno sentire almeno fino a gennaio quando ci sarà la possibilità di porvi rimedio. Consapevolezza insomma, nel saper riconoscere gli errori. Un esercizio che da anni manca al Viola Park.
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