La notizia riportata da Ernesto Poesio
Lotta e corsa, ingredienti sconosciuti… Così il calcio ti rifiuta, cara Fiorentina
Ernesto Poesio, sulle pagine del Corriere Fiorentino, riporta la versione della Fiorentina a questo momento di difficoltà:
Stupore e arrabbiatura si sono un po’ attenuati. La preoccupazione per una squadra che ancora non riesce ad essere tale dopo quasi quattro mesi di lavoro al Viola Park invece rimane. E non può essere nemmeno più di tanto un alibi la carta d’identità che Vanoli (e tutta la Fiorentina attraverso messaggi più o meno ufficiali) si è subito affrettato a mettere sul tavolo. Quel «siamo una squadra giovane» è sicuramente un dato di fatto e può spiegare in parte l’inesperienza che ha portato a non avvertire il pericolo di un avversario che arrivava alla partita con il coltello fra i denti e con la voglia di salvare il proprio allenatore, ma non può giustificare l’approccio completamente sbagliato, la pochezza di idee e la misera produzione di gioco vista anche a Marassi (l’unico gol, proprio come contro il Napoli, è arrivato per un cross di Jimenez divenuto autogol). Perché la Fiorentina non è certo una neopromossa infarcita di giovani della Primavera da far crescere, non è una banda di ragazzini alle prime armi, ma una squadra costruita a suon di milioni (oltre 100) utilizzati dal ds Paratici per tentare di accaparrarsi una fetta della «meglio gioventù» disponibile a queste latitudini, che sono quelle di un club dal passato illustre ma dal presente tremolante.
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