Paratici ha portato parte di quella Juventus anche al Viola Park

Vanoli Spalletti

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Fabio Paratici ritrova la Juventus al Franchi dopo averne complicato la corsa alla Champions la scorsa primavera. Della squadra costruita dall’attuale dirigente della Fiorentina, l’unico titolare rimasto è Weston McKennie, individuato con Lorenzo Giani allo Schalke 04 e portato a Torino nell’estate del 2020. Da possibile esubero a uomo di fiducia di Spalletti, che lo vuole al Franchi anche se non è al meglio, il texano si è guadagnato spazio con Pirlo, Allegri, Thiago Motta e Tudor. Con Pirlo ha vinto Coppa Italia e Supercoppa, il miglior risultato della Juve dopo la serie di scudetti.

Il ciclo di Paratici era iniziato al fianco di Beppe Marotta, con Andrea Agnelli presidente, Pavel Nedved vicepresidente, Federico Cherubini come collaboratore e Antonio Conte in panchina. In quegli anni arrivarono Pirlo, Tevez, Dybala, Higuaín e Cristiano Ronaldo. La Juve dominò in Italia e sfiorò la Champions nelle finali del 2015 e del 2017 con Allegri. Di quella stagione Paratici ritroverà Daniele Rugani, cinque scudetti in bianconero e già portato a Firenze nella seconda metà dello scorso campionato, e Neto, ex vice di Buffon tornato a settembre dopo l’infortunio di Grabara come alternativa a Vicario.

Fabio Paratici

Tra i volti del vecchio ciclo ancora alla Juve ci sono il terzo portiere Carlo Pinsoglio, lo storico team manager Matteo Fabris e Giorgio Chiellini, passato alla dirigenza dove lavora con il ds Marco Ottolini, allievo di Cherubini. Paratici ha portato parte di quella storia anche al Viola Park. Ha scelto come preparatore dei portieri Claudio Filippi, presente in tutti e nove gli scudetti consecutivi, ha ritrovato Nicolò Fagioli, piacentino come lui e cresciuto nel vivaio bianconero, e in estate ha ingaggiato Radu Dragusin, passato dalla Juventus Next Gen. Lo scrive la Gazzetta dello Sport.

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