"Fagioli ha l’età giusta per diventare un leader"

Oulai Gnonto Brova dei fatti

Lotta e corsa, ingredienti sconosciuti… Così il calcio ti rifiuta, cara Fiorentina

Eraldo Pecci, ex giocatore della Fiorentina e grande centrocampista, ha analizzato il momento di Fagioli e Oulai. Ecco le sue parole al Corriere Fiorentino:

Oggi il suo ruolo è assegnato a Niccolò Fagioli: ci possiamo fidare?

«Direi di sì, credo che la squadra lo abbia accettato e questo è fondamentale per chi ha quei compiti. Non si nasconde, chiede palla e gli altri gliela danno subito, insomma ha la fiducia dei compagni».

Nasce però come mezz’ala.

«Vero, ma ormai è entrato mentalmente nella nuova posizione, lo si capisce da come si muove».

Registi si nasce o si diventa?

«Dipende anche dal contesto storico in cui si nasce e faccio il mio esempio. Da ragazzo vedevo Bulgarelli, De Sisti, Juliano che erano giocatori eccezionali e mi ispiravo a loro. Dirigevano il traffico, non perdevano un pallone. Poi il calcio è molto cambiato e si sono affermati di più centrocampisti che stavano a metà strada tra chi cuciva la manovra e chi la rifiniva con un assist o un tiro, insomma la classica mezz’ala e Fagioli è uno di questi».
Genoa CFC v ACF Fiorentina - Serie A

Che vantaggi ci sono a cambiare posizione?

«Sei più abituato a saltare l’avversario, ad avere quindi più soluzioni, il rischio invece è quello di perdere qualche pallone di troppo e un regista deve essere sempre un guardiano del gioco, proprio per creare quell’affidabilità necessaria per diventare il punto di riferimento».

A 25 anni Fagioli non è una promessa.

«Vero, credo che abbia compiuto un bel processo di maturazione dopo aver passato tutto quello che sappiamo. Paragonerei il suo percorso a quello di Calafiori, considerato una sicura futura stella e poi bloccato da un gravissimo infortunio. Oggi vediamo tutti che giocatore è diventato e lo stesso sta succedendo con Fagioli».

Si parla da mesi di una sua possibile o impossibile coesistenza con Oulai.

«Possono tranquillamente giocare insieme. Ho letto che il suo punto di riferimento è Yaya Tourè e gliela passiamo perché ha solo 20 anni... Ha uno spiccato senso geometrico che lo può aiutare a trovare una corretta collocazione nel centrocampo viola».

Un po’ come eravate nel Torino lei e Zaccarelli.

«Credo che “Zacca” sia stato sempre un po’ sottovalutato, perché era un calciatore universale, messo in ombra dai grandi talenti degli anni settanta e ottanta. Tanto per dirne una, quando giocavamo contro la Fiorentina Radice gli chiedeva di marcare Antognoni, insomma sapeva far tutto. Ecco, se Olulai diventasse lo Zaccarelli viola, le quotazioni della squadra di Vanoli salirebbe parecchio».

Invece c’è di nuovo paura di lottare per non retrocedere.

«Tecnicamente l’organico ha valore, ma dopo stagioni come quella passata certe scorie restano nello spogliatoio e non a caso Paratici ha usato la ramazza per provare a spazzare via più o meno tutto. L’ideale sarebbe avere nello spogliatoio due “vecchi” che moralmente e psicologicamente tirano il gruppo e aiutino l’inserimento dei nuovi».

Magari poteva rimanere Mandragora.

«Forse sì, ma c’è De Gea e Fagioli ha l’età giusta per diventare un leader».

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