La partita contro la Juventus non è come le altre
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La sfida con la Juventus può aiutare la Fiorentina di Paolo Vanoli a ritrovare un’identità. I bianconeri di Spalletti arrivano al Franchi rinfrancati da due vittorie in quattro giorni, contro il Napoli in campionato e l’AZ Alkmaar in Europa League. Per i viola il valore della partita va oltre il risultato. Dopo due anni di continuo ricambio al Viola Park, segnati anche dalla partenza di molti giocatori italiani, la rivalità con la Juve può dare al gruppo un punto di riferimento comune.
Vanoli, capitan De Gea, Ranieri e i dirigenti che conoscono da più tempo l’ambiente viola possono trasmettere il significato della sfida ai nuovi arrivati, da Mastantuono e Valdepeñas a Oulai, Viery e Gonçalves. Fagioli, João Mário e Drăgușin, invece, hanno già vissuto l’ambiente juventino. Per Firenze è una rivalità costruita in decenni di episodi e tramandata di generazione in generazione, che conserva il suo peso anche quando cambiano i protagonisti.
La Fiorentina è ancora alla ricerca di una fisionomia precisa. Oltre alla classifica, pesano l’inserimento di tanti giocatori arrivati da poche settimane, il cambio di allenatore dopo appena tre giornate e la difficoltà di dare una direzione sportiva a un progetto da 150 milioni di euro spesi sul mercato. La partita di domani offre alla squadra l’occasione di far leva sul senso di appartenenza per dare più coesione al gruppo.
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