Aquilani veniva paragonato a Fabregas, ma adesso si trova in difficoltà
Il baco c’è ma non si trova, è una Fiorentina copia e incolla
Alberto Aquilani arriva alla sfida di domani contro la Fiorentina sotto esame, dopo essere stato celebrato appena un mese fa come uno degli allenatori emergenti più apprezzati, tanto da essere accostato alla successione di Fabregas a Como. Il suo Sassuolo ha incassato dieci gol nelle ultime due partite contro Frosinone e Lazio e non vince da cinque turni, come i viola. Con 22 reti subite, i neroverdi hanno la penultima difesa della Serie A: soltanto il Monza fa peggio con 24, mentre la Fiorentina è a quota 21.
Per Aquilani sarà il primo confronto da allenatore contro la Fiorentina, una sfida ricca di emozioni. A Firenze ha segnato 15 gol in 105 presenze, formando con Pizarro e Borja Valero il centrocampo della squadra di Montella, e ha iniziato la carriera in panchina: prima nell’Under 18, chiamato da Pradè nell’anno dell’arrivo di Commisso, poi nello staff di Iachini e alla guida della Primavera. Con i giovani viola ha conquistato tre Coppe Italia e due Supercoppe, perdendo una finale scudetto contro il Lecce di Corvino.
Dopo Pisa, tappa che Barone immaginava potesse prepararlo al ritorno sulla panchina della prima squadra viola, la scomparsa del dirigente e la scelta di Palladino hanno cambiato il percorso. Aquilani ha proseguito a Catanzaro, sfiorando la promozione in Serie A persa nella finale playoff, e poi a Sassuolo: dopo il ko iniziale con l’Atalanta erano arrivate due vittorie e un pareggio, compreso il 3-2 alla Juventus che gli era valso gli elogi di Fabregas. Ora, domani alle 18.30, potrebbe privilegiare il pragmatismo e i punti, affidandosi al rientro di Matic davanti alla difesa per ritrovare quell’equilibrio cercato anche da Vanoli. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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