Il centrocampista della Fiorentina viene considerato fondamentale

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Il Corriere dello Sport si sofferma sul futuro di Ndour e l'importanza che Fabio Paratici gli dà nel meccanismo della Fiorentina:

Era arrivato Atta, stava arrivando Oulai, per dire i due colpi a sensazione della Fiorentina. Soprattutto, Kean parte-Kean resta animava i pensieri al Viola Park e dei tifosi, insomma acquisti, cessioni e voci, tante voci, affollavano il repertorio classico e ormai un po’ desueto del mercato estivo, ma su una cosa non esisteva un dubbio da parte dei dirigenti impegnati nella rivoluzione dentro al centro sportivo di Bagno a Ripoli. «Valuteremo le eventuali offerte che arriveranno per i nostri calciatori, tutte tranne che per Ndour: Cher è incedibile». Più una certezza granitica che un messaggio da far passare perché arrivasse a chi dovere, mentre il nome del centrocampista classe 2004 in quei giorni finiva a sua volta associato ora a questa squadra e ora a quella. E se le intenzioni della Fiorentina per altri calciatori in qualche caso non si sono rivelate nella forma raccontata (lo stesso Oulai per dirne sempre uno), su Ndour non c’è mai stato il minimo ripensamento o la minima deviazione dalla linea tracciata: titolare con Grosso prima e titolarissimo con Vanoli poi che già aveva avuto il merito di rilanciarlo l'anno scorso dopo l'inizio molto difficoltoso con Pioli in panchina, la formazione viola che il tecnico varesino sta (ri)costruendo è stata, è e sarà nel segno di Mon Cher Ndour. E chi gliela toglie più l'etichetta che Paratici gli ha appiccicato addosso?
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