"Non è un caso, è in questa città che mi ha dato tanto che voglio vivere e magari finire la carriera, un giorno. Anche se al momento sono senza squadra"

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Gaetano Castrovilli, ex centrocampista della Fiorentina, è stato intervistato al Corriere dello Sport. Ecco le sue parole:

Firenze?

Non è un caso, è in questa città che mi ha dato tanto che voglio vivere e magari finire la carriera, un giorno. Anche se al momento sono senza squadra

A proposito del rinnovo, cosa è successo veramente?

«Io volevo restare ma dopo tanti infortuni avevo bisogno di cambiare un po’ aria, pensavo mi avrebbe liberato la testa. Invece non è stato così. Poi c’è stata anche un’altra cosa, con la società, ma preferisco non dirla, perché in cinque anni mi hanno dato tanto e posso solo ringraziare. Mi resta il rammarico di non aver salutato il Franchi come avrei voluto: alla mia ultima partita ci sono stati applausi ma anche qualche fischio. Perché la gente non sapeva la verità».
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Qual è il ricordo più bello di quegli anni?

«Né un gol né una partita ma la standing ovation che mi hanno fatto i tifosi dopo un Fiorentina-Juventus 0-0. Lo ricorderò per sempre».

Era il 2019 e fu applaudito anche Ribery: cosa le ha lasciato un campione del genere?

«L’umiltà. Come tutti i più grandi. Franck è una persona fantastica e un modello per chi si vuole rimettere in gioco come me. Come Modric, Vardy e Kane, che ha vinto il Pallone d’Oro a 33 anni».

In quel gruppo c’era anche Chiesa, che a sua volta sta vivendo un periodo complicato a Liverpool. Ne avete parlato?

«Abbiamo parlato all’Europeo, eravamo in stanza insieme. Gli auguro di tornare ad avere continuità, perché è un ragazzo che merita tanto. E di tornare il Federico di prima, può dare tanto anche alla Nazionale».

Dopo la Fiorentina, nel 2024 è arrivata la Lazio.

«Un altro capitolo che fa ancora male. Sono rimasto sei mesi ma sono stato benissimo, c’era un gruppo stupendo e anche mia moglie si trovava bene. Poi ho fatto la pulizia al ginocchio e ho deciso di andare a Monza per giocare di più. Anche lì mi sono trovato bene ma se tornassi indietro resterei, almeno per tutta la stagione».

Le pesava l’etichetta di “dopo Luis Alberto”?

«No, io la pressione non l’ho mai sentita. Quando vado in campo sono sempre spensierato come quando da piccolo giocavo per strada. E negli ultimi due anni questa spensieratezza era venuta a mancare. Ora sento che quel bambino è tornato e non vedo l’ora di ricominciare».

Cosa sogna Gaetano oggi?

«Ritornare a divertirsi e a far divertire. E poi, una notte ho sognato che tornavo a Firenze. Avevo la numero 10, ero capitano. Mi è piaciuto tanto come sogno».

Nel centrocampo qualitativo della Fiorentina, tra l’altro, lei ci starebbe bene...

«Lascio che lo dicano gli altri. Seguo sempre la Fiorentina, mi dispiace per come sta andando perché è una piazza che merita tante soddisfazioni ma quando cambi ci vuole sempre tempo. I giocatori però sono veramente forti, da Atta a Fagioli. Ci vuole solo tempo».

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