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Sabatini vs Trevisani: “Pioli meglio di Allegri? Lo dicevi su una macchinetta al VP”
Il dibattito post-campionato negli studi di SportMediaset si è trasformato in un vero e proprio ring tra Sandro Sabatini e Riccardo Trevisani. Al centro della contesa, il confronto tra il Milan attuale e quello del passato, ma la discussione è presto degenerata in un corpo a corpo dialettico che ha toccato anche i colori della Fiorentina.
Tutto nasce da un'analisi sul peso degli attaccanti. Secondo Trevisani, la mancanza di una punta d'area si sente, ma non spiega tutto: "Con Giroud le cose non andavano male: Pioli con il francese è arrivato due volte secondo e una primo". Il senso della tesi di Trevisani è chiaro: oltre al centravanti di peso, serve una struttura di gioco per raggiungere i vertici.
Sabatini però non ci sta e punzecchia il collega: "Cosa c'entra Giroud con l'attualità?". La risposta di Trevisani non si fa attendere, ribadendo che la differenza la faccia l'organizzazione tattica. A quel punto Sabatini lancia la provocazione definitiva: "Quindi mi stai dicendo che Pioli aveva il gioco e Allegri attualmente no?". La replica di Trevisani è una sentenza: "Su questo non c'è dubbio".
Il clima si surriscalda quando Sabatini decide di spostare il mirino su Firenze per colpire la coerenza del collega: "Allora il gioco lo aveva anche a Firenze, Pioli...". Sabatini rincara la dose, ricordando un episodio estivo: "Ti ricordiamo questa estate, quando giravi per il Viola Park su una macchinetta dicendo che Pioli era l'uomo giusto per la Fiorentina. Ormai ci manca solo il riferimento costante a lui".
Trevisani non arretra di un millimetro e risponde colpo su colpo, citando i numeri: "Ha sempre fatto più punti di Allegri". Sabatini però chiude il discorso definendo "surreale" il confronto statistico tra il Milan dello Scudetto e quello attuale, sottolineando come l'enorme differenza di valore della rosa renda ogni paragone tecnico privo di senso.
Uno scontro totale che dimostra come il nome di Stefano Pioli continui a dividere l'opinione pubblica, tra chi ne rimpiange la mano tattica e chi, come Sabatini, ritiene che certi elogi siano figli di un'infatuazione giornalistica più che della realtà del campo.
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