Giampaolo Marchini analizza Fiorentina-Atalanta: dalla posizione di Mastantuono ai dubbi su Beto e Pellegrino, passando per le difficoltà di Ndour e Fagioli.

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VIDEO - Vanoli: "Oulai, Joao Mario, Gonçalves. E' un puzzle"

Intervenuto al Pranzo con il Pentasport su Radio Bruno, Giampaolo Marchini ha commentato la prestazione della Fiorentina contro l’Atalanta, soffermandosi sulle intuizioni di Paolo Vanoli e sulle criticità che continuano a condizionare la squadra. Nel suo intervento ha analizzato soprattutto gli equilibri tra i reparti, il rendimento dei centrocampisti e le soluzioni offensive:

“Della partita di ieri ho capito poco. Riconosco a Vanoli alcuni meriti per certe intuizioni, come Joao Mario a destra. Abbiamo avuto la conferma che Viery è un centrale e che Oulai non è quel mostro di incompetenza che sembrava dopo la partita di Genova. Forse c’è un utilizzo improprio del giocatore.

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Nel complesso credo che questa Fiorentina abbia qualità. Bisogna trovare una linea, ma faccio fatica a individuarla nelle scelte che sta facendo Vanoli. Al di là di alcuni passaggi a vuoto, la squadra ha dimostrato di avere un’idea. L’Atalanta, invece, ha dimostrato di averne una e di saperla mettere in campo anche senza tutti i titolari. Per me Mastantuono dovrebbe essere schierato da trequartista e dovrebbero essergli date le chiavi del gioco. In alternativa si può mettere anche Gonçalves alle spalle della punta centrale”.

Gli equilibri a centrocampo e le difficoltà di Ndour

“Bisognerà trovare equilibrio sia in difesa che a centrocampo. Il grande problema, poi, è quando la squadra inizia a diventare lunghissima, lasciando spazi incredibili tra difesa e centrocampo. L’errore, però, in questo caso è di concetto e di atteggiamento.

Io sono sempre stato uno strenuo difensore di Ndour, ma ieri era indifendibile. De Ketelaere parte alle sue spalle e lo svernicia senza neanche preoccuparsi di seguirlo. Il problema è che Ndour non fa valere la sua potenza fisica. Mi sembra sempre quel giocatore che è sul punto di esplodere, ma che non riesce a fare lo step in più. Il problema non è giocare sempre, ma come gioca. Questa difficoltà la sto notando anche con Fagioli. Secondo me è facile capire quando può disputare una partita di livello e quando, invece, entra in difficoltà: lo si vede da come difende. Quando rincorre ogni pallone, sai che farà una grande partita. Quando invece si accontenta e non difende con la stessa cattiveria, capisci che non sarà una grande prestazione.

Oulai ieri mi è sembrato concreto e solido. Credo che debba garantire questo tipo di rendimento anche da qui in avanti”.

Beto, Pellegrino e la necessità di reagire

“Quella del centravanti è un’altra discussione. Pellegrino ha avuto due o tre occasioni e le ha affrontate in maniera goffa. Onestamente sono un po’ preoccupato. Beto pensavo fosse un giocatore funzionale alle idee di Vanoli, capace di dare profondità e varietà alle soluzioni offensive. Se è in difficoltà mentale, diamogli una mano.

Mi sembra di essere tornati al ballottaggio Jovic-Cabral. Siamo tornati nel limbo. Un’altra cosa che non ho capito è perché fare questi cambi al novantesimo: c’era tempo e modo di farli prima.

Le scelte iniziali di Vanoli sono andate bene e il cambio di Oulai era giusto. Forse Beto lo avrei inserito prima, viste le difficoltà in attacco. Per me, comunque, è il momento di rimettere la testa nel carro armato per uscire il prima possibile da questa situazione di classifica. Anche le scelte di Vanoli lo dimostrano”.

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