Giampaolo Marchini ha analizzato il lavoro della Fiorentina durante la sosta, soffermandosi su Oulai, sul ruolo di Fagioli e sulla gestione di Atta.

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VIDEO - Oulai oltre al campo: l'ivoriano mostra le sue doti canore

Intervenuto al “Pranzo con il Pentasport” su Radio Bruno, Giampaolo Marchini ha fatto il punto sulla Fiorentina al termine della maxi-sosta per le nazionali. Al centro dell’analisi il lavoro di Paolo Vanoli, ma soprattutto l’evoluzione di alcuni giocatori che possono avere un peso importante nel prosieguo della stagione.

“Le prossime partite saranno fondamentali per confermare i progressi visti e per confermare come la sosta abbia permesso a Vanoli di lavorare su quegli elementi che in questo momento non stanno dimostrando le proprie qualità, come Atta, Gonçalves e Viery per esempio. Giocatori che hanno qualità per dare qualcosa in più alla Fiorentina e per adesso non l’hanno fatto.

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La sosta è stata importante anche per far conoscere Vanoli ai giocatori che non lo hanno avuto l’anno scorso. Su certi meccanismi Vanoli ha scelto quei giocatori che gli potevano dare un certo equilibrio e non lo ha negato. Oulai ha sofferto questa situazione, ma rimane un giocatore su cui Vanoli punta molto. Lo vuole plasmare e disciplinare per il ruolo che poi prenderà in campo, mentre in nazionale non gli viene richiesta tutta questa disciplina”.

Sul centrocampo ideale

Uno dei passaggi più interessanti riguarda proprio Oulai e il possibile sviluppo della Fiorentina a centrocampo:

“Secondo me molto dipenderà dal percorso di crescita di Oulai. Quando l’ivoriano entrerà nei meccanismi viola, allora è possibile che Fagioli giochi anche da mezz’ala. In questo momento Fagioli è il regista. In un’evoluzione logica della Fiorentina io vedo più un 4-2-3-1. Il 4-3-3 implicherebbe una grande evoluzione tattica da parte di Oulai.

Fagioli poi per me è un centrocampista a tutto tondo e può fare tutti i ruoli a centrocampo. Riconosco a Fagioli questa grande qualità di saper leggere la partita e posizionarsi nella zona di campo giusta per far male all’avversario e per giocare al meglio. Rispetto a Borja ha anche una buona capacità di interdizione. Ha iniziato a capire che le partite a centrocampo si possono decidere anche dal punto di vista difensivo. Se lui entra nell’ottica di essere determinante sia in attacco che in difesa diventa un giocatore di grandissima qualità e di grandissimo livello. Per esempio, Michael Jordan oltre ad essere determinante in attacco lo è stato anche in difesa. Avere questa capacità di interdizione che Fagioli sta sviluppando ti dà qualcosa di fondamentale e di utile”.

Atta non va ingabbiato

Marchini si è soffermato anche su Atta, individuando nella libertà di movimento una possibile chiave per valorizzarne le caratteristiche:

“Atta è un giocatore a cui va ritagliato uno spazio più ampio. Lui, come Njie, se riceve il pallone spalle alla porta fatica, ha bisogno di essere lanciato e di correre per incidere. Da fermo le sue potenzialità sono molto limitate e ci sono situazioni tattiche che vanno curate fino in fondo. Atta ha bisogno di campo, tanto campo e per me non puoi limitarlo in una zona specifica di campo. Ti potrà creare problemi nella fase difensiva, ma in questo momento c’è bisogno di dare libertà di movimento ad Atta”.

Sull'attacco viola

Marchini ha poi parlato dell’attacco, soffermandosi sulla coppia Beto-Pellegrino e sulle prospettive dei due centravanti viola:

“Beto ha bisogno di calarsi nella realtà di Vanoli, ma per me sarà un giocatore molto utile alla causa Fiorentina. Tutte le squadre ambiziose hanno dei centravanti di grande livello. Pellegrino secondo me è un ottimo progetto di centravanti. Con Beto siamo sulla stessa linea, ma preferisco avere due centravanti di medio livello intercambiabili che uno solo di grande livello. In questo momento sia Beto che Pellegrino sono funzionali all’idea di crescita che hai. Se vuoi puntare alla Conference o all’Europa League, Pellegrino e Beto per me sono due giocatori con cui puoi arrivarci”.

Sul rientro di Parisi

Sul rientro di Parisi, invece, Marchini vede una possibile continuità rispetto all’intuizione avuta da Vanoli nella passata stagione.

“L’intuizione di Vanoli, l’anno scorso, di utilizzarlo come esterno alto è stata un’intuizione giusta e secondo me può essere una strada da continuare a percorrere. Il recupero sembra procedere nella maniera giusta, ma i tempi clinici obbligano il suo ritorno a gennaio. La logica conclusione di Parisi secondo me è quella di vederlo alto a destra come vice-Mastantuono”.

Sui terzini viola

"Per me Valdepenas è la logica soluzione a sinistra, ma deve apprendere gli aspetti difensivi. Viery soffre la velocità nello stretto degli esterni brevilinei, perché poi lui non è che sia lento. Se dovessi ragionare di pancia la soluzione sui terzini sarebbero Jimenez e Valdepenas. Se poi ragiono un attimo vedo anche le alternative che ha la Fiorentina a disposizione. La Fiorentina ha tante alternative e le partite possono anche essere decise dai cambi".

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