Il commento di Bernardo Brovarone dopo la vittoria con il Pisa: la sua scelta tra Beto e Pellegrino e un giudizio sulla partita
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Bernardo Brovarone è intervenuto ai microfoni di Radio Bruno per analizzare il successo per 3-0 ottenuto dalla Fiorentina contro il Pisa nei sedicesimi di finale di Coppa Italia, soffermandosi sul lavoro di Paolo Vanoli e sulle scelte di formazione in vista del prossimo appuntamento di campionato contro il Napoli.
La reazione del gruppo e la cura Vanoli
Brovarone ha evidenziato i segnali di ripresa mostrati dalla squadra dopo un avvio di stagione complicato:
Non ho la tendenza a voltarmi indietro questa volta, della sofferenza della Fiorentina non ne parliamo nemmeno più. Questa è una squadra che sta cercando con coraggio, con una guida equilibrata e intelligente, di mettere dentro una condizione di normalità.
Brovarone ha poi sottolineato l'importanza del clima all'interno dello spogliatoio:
Adesso è importante la concentrazione, cercare di compattare: bei sorrisi, compagni di squadra che stanno bene insieme, si abbracciano, ridono e scherzano. Tutta una serie di questioni che erano rimaste sopite e invece vanno evidenziate. Il tempo a Vanoli glielo devo dare, perché non posso pretendere la luna, però mi sembra che in due partite l'impronta si sia vista. Si è visto un equilibrio e una squadra cresciuta fisicamente nel secondo tempo.
L'analisi sui singoli e il ballottaggio in attacco
In vista del match contro il Napoli, l'opinionista si è espresso chiaramente sul duello per il ruolo di prima punta:
Chi gioca con il Napoli, Beto o Pellegrino? Pellegrino tutta la vita. Io sono innamorato di questo ragazzo, mi fa impazzire. Lo difenderò fino alla morte. Manifesta in maniera limpida il suo talento, la sua forza e l'essere pronto. Non è Maradona, ma è un giocatore. Ricordiamo l'azione di Venezia dove ha fatto 50 metri di campo lasciando sul posto i difensori.
Brovarone ha infine concluso con una riflessione sulle caratteristiche tattiche del centravanti argentino e sui rifornimenti dalle corsie esterne:
Oggi si racconta che non ci sono più centravanti, ma questi sono attaccanti che vivono di colpi di testa e palloni in area. Se hai giocatori sulle fasce con un piede morbido capaci di spingere e mettere palloni dentro, Pellegrino fa la differenza. Servono giocatori di corsa su tutti i novanta metri che abbiano la qualità per servire le punte.
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