Bernardo Brovarone analizza le difficoltà della Fiorentina e punta il dito anche sull’organizzazione societaria

Brova dei fatti Vanoli

Vanoli, adesso sciogli le briglie a questa Fiorentina: il talento al comando!

Ospite del Pentasport di Radio Bruno, Bernardo Brovarone ha analizzato il momento della Fiorentina in vista della sfida contro la Juventus. La vittoria sul Sassuolo ha restituito un po’ di fiducia, ma non ha cancellato tutti i dubbi:

“La serata di lunedì mi ha lasciato la felicità di vedere la Fiorentina tornare a vincere, il bel gol di Mastantuono e le giocate di Gonçalves. Il Sassuolo in questo momento mi sembra la squadra peggiore del campionato, quindi non mi voglio sbilanciare troppo, visto anche il fatto che eri pure andato sotto. Mi porto dietro il risultato e qualche buona giocata. Secondo me Vanoli farebbe un errore gigantesco a non far giocare in maniera più offensiva questa squadra, però lui ha le sue idee, lui vede la squadra tutti i giorni e sicuramente ne sa più lui di me”.

Brovarone

Brovarone si è poi soffermato sulle qualità di Gonçalves e sulla necessità di trovare maggiore continuità da parte di Njie:

“Non ci si può non accorgere della qualità di Gonçalves. Vanoli, che ce l’ha sott’occhio tutti i giorni, secondo voi non se n’è accorto? Come talento e qualità penso che sia il migliore insieme a Mastantuono. Njie, se vuol diventare un grande giocatore, deve dimostrare di essere determinante in maniera costante”.

“In difesa serve un leader di qualità”

Un passaggio anche sul reparto arretrato, dove l’opinionista ha espresso perplessità su Dragusin e indicato in Viery un giovane meritevole di spazio:

“In difesa Dragusin non mi piace per nulla, Paratici se lo è portato a giro ovunque è andato, ma i suoi limiti sono evidenti. Viery, per essere un 2005, mi dimostra di avere buone basi su cui lavorare e secondo me merita di giocare. Ad oggi non può giocare Ranieri, deve giocare Viery. Poi, per me, Pongracic deve giocare titolare anche rispetto a Dragusin. Detto ciò, in difesa c’è bisogno di un leader e di un trascinatore tecnico. Un giocatore di qualità e classe. Thiago Gabriel non è quel tipo di profilo e secondo me 25 milioni sono troppi”.

I dubbi su Oulai e il progetto di Vanoli

“A centrocampo, se fai un altro innesto, allora dovrai fare una scrematura fra i centrocampisti che già hai. Su Oulai inizio ad avere alcune preoccupazioni. Lui è scontento, è venuto qui per giocare, l’hai pagato 30 milioni e se non lo fai giocare a gennaio spingerà per andarsene. Io non voglio accusare Fagioli di essere debole, secondo me la parola giusta è sensibilità. Con la Nazionale aveva completamente un altro animo. Qua sembra giocare in maniera cupa, sembra che non si diverta”.

Infine, l’opinionista ha messo in discussione la compatibilità tra le idee dell’allenatore e le caratteristiche della rosa costruita dalla società:

“Il fatto che tutti noi spostiamo il dibattito sul giocare in maniera offensiva, allora mi domando perché Paratici abbia scelto Vanoli. A livello concettuale e di progetto, le idee di Vanoli vanno completamente a scontrarsi con la rosa e con il progetto che stai provando a costruire. Anche le sue parole di lunedì sera mi sono sembrate veramente fuori luogo. Detto questo, non so se esiste un allenatore che potrebbe rendere questa squadra una squadra che gioca bene, creativa, pimpante. Questo calcio va velocissimo e non è facile costruire dei progetti a lungo termine”.

Paratici non ha una struttura che lo supporta

Brovarone ha anche allargato il discorso alla dirigenza viola, evidenziando una carenza di figure carismatiche attorno a Paratici e una struttura societaria che, a suo giudizio, non sembra in grado di accompagnare pienamente il lavoro del direttore sportivo: “Sembra che la Fiorentina sia di Fabio Paratici. Non tocco Goretti e Angeloni, ma oltre a Paratici non ci sono persone carismatiche all’interno della società. I Commisso gestiscono da lontano la società con amore, premura e dedizione, ma non sanno nulla di calcio. Io vedo un direttore sportivo, bravissimo, che non ha accanto una struttura che gli permette di valorizzare gli acquisti che ha fatto e il progetto che ha in mente. Detto questo, in difesa, per gli acquisti che ha fatto dal centrocampo in su, è stato un po’ leggero”.

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