Le parole di Lorenzo Amoruso a Radio Bruno: un'analisi a tuttotondo sulla Fiorentina di Vanoli e sui suoi singoli
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L'ex difensore della Fiorentina Lorenzo Amoruso è intervenuto ai microfoni di Radio Bruno per tracciare un quadro tattico e analizzare il momento della squadra di Paolo Vanoli durante la pausa per le nazionali.
L'identità di squadra e la proposta del "4-2-4"
Amoruso ha espresso la propria visione sulla necessità di trovare al più presto una struttura di gioco definita:
In questo momento la priorità di Vanoli deve essere quella di individuare un undici titolare, il gruppo di giocatori che gli garantisca tranquillità, senza continuare a cambiare sistema di gioco e atteggiamento ad ogni partita. L'allenatore è arrivato in corsa, catapultato su una montagna russa dopo un avvio da tre sconfitte e brutte prestazioni, e ha dovuto ricostruire il morale. In queste tre settimane di lavoro ha l'opportunità di valutare chi ha a disposizione e capire come sfruttare al meglio calciatori che finora non hanno reso quanto potrebbero.
Alla domanda su quale sia la formazione e il modulo ideale, l'ex difensore ha avanzato una proposta concreta:
Se fossi nei panni dell'allenatore, schiererei un 4-4-2 con esterni d'attacco molto alti, trasformabile in un vero 4-2-4. In difesa terrei Viery bloccato a sinistra, con Jiménez che sale a destra a dare supporto al centrocampo. Con il 4-2-4 hai esterni come Njie e Mastantuono capaci di fare le due fasi, mentre le due punte garantiscono il primo schermo difensivo. Dipende tutto dalla disponibilità a sacrificarsi e da come collaborano tra i reparti. In panchina puoi sempre tenerti carte come Gnonto o Goncalves.
Le opzioni a centrocampo e il giudizio su Ndour
Sul reparto mediano e sui singoli Amoruso si è espresso così:
Oulai e Fagioli potrebbero diventare la coppia centrale titolare. Oulai ha capacità atletiche fuori dal comune, me l'hanno descritto come "un calciatore impressionante che potrebbe giocare tre partite di fila". Deve però limare l'istinto per non lasciare la squadra scoperta, come giustamente sottolinea Vanoli. La base di partenza resta quella composta da Ndour e Fagioli, ma Ndour deve crescere: in questo momento la sua fase difensiva è quasi vicina allo zero. In fase di costruzione e inserimento fa bene, ha una grande forza fisica, ma gli manca ancora il 'click' mentale per capire quando accelerare e quando gestire il ritmo della partita.
Un commento anche sul percorso di crescita di Goncalves e Atta:
Goncalves viene da due mesi di scarsa preparazione e ha bisogno di mettere minuti nelle gambe, ma ha tantissima qualità: calcia, fa assist e salta l'uomo, può fare benissimo il centrocampista offensivo. Atta in questo momento è forse sotto al 50% della condizione. Complessivamente la rosa ha valori enormi che finora si sono visti solo al 50 o 60%.
L'equilibrio difensivo e l'intesa tra i reparti
Infine, Amoruso si è concentrato sui meccanismi della linea arretrata e sulla gestione di Valdepenas:
In difesa il problema principale resta l'equilibrio. Valdepenas in questo momento è più un quinto che un quarto, perché è bravissimo a spingere mentre in fase difensiva incontra ancora qualche difficoltà. Però si può allenare e Vanoli, da ex fluidificante di sinistra, è la persona perfetta per insegnargli i movimenti. La chiave sta nella coordinazione del triangolo composto da difensore centrale, esterno e centrocampista: devono muoversi in perfetta sincronia negli scalaggi.
Sull'aspetto psicologico dei singoli e della squadra, l'ex centrale viola ha concluso:
Dragusin nell'ultima gara ha fatto una prestazione importante e con Ranieri garantisce maggiore stabilità, in attesa della piena integrazione di Viery. Questa è una squadra giovane che si esalta nelle situazioni positive ma tende ad abbattersi troppo quando va sotto. Se passi in vantaggio le partite cambiano del tutto, per questo trovare certezze difensive resta il primo passo fondamentale per la risalita.
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