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Harrison si confessa: “A Leeds era un incubo. Firenze mi dà un’energia incredibile”

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Jack Harrison si confessa a FourFourTwo. Dal difficile periodo al Leeds al rapporto speciale con gli ultras viola e la bellezza della città
Redazione VN

Dal buio di Leeds alla rinascita sotto il cielo di Firenze. Jack Harrison, l'esterno inglese arrivato a gennaio per rinforzare la fascia della Fiorentina, si è raccontato in una lunga intervista a FourFourTwo, parlando del suo difficile impatto stagionale in Inghilterra, della nuova vita in Italia e di un futuro tutto da scrivere.

Il calvario inglese: "Non avevo mai vissuto nulla di simile"

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Il ritorno al Leeds dopo il prestito all’Everton si era trasformato in un incubo sportivo. Poco spazio e un ruolo da terzino che non sentiva suo: "È stato un inizio di stagione difficile. Era qualcosa che non avevo mai affrontato prima nella mia carriera per un lungo periodo: semplicemente non giocavo". Una situazione che lo ha spinto a cercare aria nuova, trovando nella Fiorentina l'occasione perfetta per rilanciarsi.

L'impatto con Firenze e con il tifo

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L’accoglienza dei tifosi viola ha colpito immediatamente l'esterno inglese, che ha paragonato il clima fiorentino a quello di una metropoli mondiale: "Alcuni ultras mi riconoscono subito e mi urlano 'Dai, dai!'. È un’energia incredibile, mi ricorda un po’ New York per la passione e il modo in cui la gente sostiene la squadra nello stadio. È uno spettacolo speciale da vedere".

Oltre al campo, è la città stessa ad averlo stregato: "Venire qui è stata un’idea fantastica: il clima, il cibo, e il modo in cui le persone gestiscono il tempo, spesso con 15 minuti di ritardo, è molto più rilassato rispetto all’Inghilterra. Firenze è bellissima: anche solo passeggiare per le strade o trovarsi vicino a Piazzale Michelangelo è incredibile".

Harrison ha anche ricordato con rispetto il momento della scomparsa di Rocco Commisso: "Abbiamo avuto l’opportunità di partecipare alla cerimonia all’interno del Duomo. Suo figlio Giuseppe ha tenuto un discorso. Conoscere la storia e le opere d’arte è una cosa, ma vederle dal vivo è stato davvero incredibile. La lingua? Il mio italiano migliora giorno dopo giorno. La Fiorentina mi ha aiutato con la traduzione, ma sto cercando di immergermi nella cultura. Mi piace sempre mostrare rispetto imparando la lingua, anche solo con piccole frasi come 'Buongiorno, come stai?'".