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Allenamenti, altro passo verso la normalità. Ma cosa significa prudenza? Intanto i tifosi dicono no al calcio

immagine ACF

Via libera agli allenamenti collettivi dal 18 maggio, altro D-Day di questa maledetta pandemia. Aspettiamo il protocollo scientifico perché la nota dei ministri spiega troppo poco. Nel frattempo tifosi del Torino sulla falsariga di quelli di...

Stefano Niccoli

Un altro, piccolo passo verso la normalità. Il governo ha dato il via libera agli allenamenti collettivi da lunedì 18 maggio, altro D-Day di questa maledetta pandemia. Roberto Speranza e Vincenzo Spadafora, rispettivamente ministri della salute e dello sport, hanno diramato una nota congiunta nella quale hanno sottolineato l'importanza della linea della prudenza. Bene, tutto molto bello. Ma cosa significa prudenza? Aspettiamo di leggere il protocollo del comitato tecnico scientifico perché il breve comunicato spiega poco, troppo poco. D'altronde i punti interrogativi sono tanti. Uno su tutti: cosa succede in caso di altre positività al Coronavirus?

L'ok alle sedute collettive di lavoro è arrivato poche ore dopo la notizia sulla ripresa della Premier League a giugno. Una decisione importante, quella del premier Boris Johnson, che fa il paio con quella presa in Germania dove la Bundesliga ricomincerà sabato 16 maggio.

Non possiamo, però, ignorare l'opinione dei tifosi. Gli ultras del Torino l'hanno esposta con lo striscione “Migliaia di morti, ma pensate alla ripresa della Serie A?. Un testo simile a quello scritto dai supporters della Roma il 5 maggio scorso: "Italia in emergenza sanitaria e sociale, questo campionato si deve fermare". E non dimentichiamoci l'appello inviato da Claudio Galimberti, capo ultra dell'Atalanta, al presidente nerazzurro Percassi. Voglia di calcio, insomma, non ce n'è.