Un breve focus sulla situazione della Fiorentina di Fabio Grosso che al momento aspetta gli ultimi accorgimenti per definirsi completa

Sì, nonostante un mercato dalle proporzioni bibliche e ancora tutt’altro che finito, l’appello che ci sentiamo di ribadire a tutto il popolo viola facendo eco a quello di Matteo Magrini è quello di mettere in conto pazienza per la stagione che verrà. La Fiorentina è reduce da una delle sue peggiori annate e, nonostante i profondi cambiamenti sia a livello di rosa che societario, sarebbe sbagliato immaginare che questa squadra abbia l’obbligo di andare in Champions League.

Un “Grosso” cantiere

È evidente a tutti che, ad oggi, la Fiorentina, nonostante i grandi acquisti fatti finora, non sia ancora una squadra completa. Mancano due veri esterni di ruolo, manca un altro centrocampista di rottura che possa dare equilibrio alla squadra e manca un terzino sinistro di ruolo, in attesa del rientro di Parisi. Manca, se parte Piccoli, un vice Kean, e poi il resto ce lo dirà il mercato. Inoltre, diversi esuberi non hanno ancora lasciato il Viola Park.

Grosso

È quindi più che lecito constatare che la Fiorentina che abbiamo visto finora non sarà la stessa che vedremo il primo settembre, al netto degli ultimi acquisti e delle cessioni.

A questo si aggiunge il cambio in panchina. Fabio Grosso, se non consideriamo i mesi sportivamente drammatici vissuti a Lione, è alla sua prima esperienza in un top club. Il suo calcio sembra essere molto aggressivo e propositivo. Uno stile che sicuramente può allietare la piazza, ma che necessita anche del tempo necessario per essere prima implementato e poi assimilato dalla squadra.

A maggior ragione considerando che la rosa è stata profondamente rinnovata e che tanti nuovi innesti, per quanto funzionali alle idee dell’allenatore, devono ancora conoscersi e trovare la giusta intesa.

Piedi per terra

Paratici l’ha detto nella conferenza stampa di fine stagione: “Il prossimo sarà un anno di transizione”. Ma come si può definire “di transizione” una stagione nella quale sono stati spesi più di 100 milioni di euro tra riscatti e acquisti a titolo definitivo?

La risposta va cercata proprio nel tipo di operazioni portate avanti e nel progetto che la nuova Fiorentina, diretta da Fabio Paratici, sta costruendo. Il giocatore più vecchio acquistato in questa sessione di mercato è João Mário. Età? 26 anni.

Paratici sta ponendo le basi per il futuro della Fiorentina, non necessariamente per il presente. Giocatori come Oulai, Viery e Valdepeñas sono investimenti pensati sì per il presente, ma soprattutto per il futuro.

Ecco perché Paratici definisce questa una stagione di transizione: perché è l’anno in cui vengono gettate le fondamenta sulle quali verrà costruito il nuovo ciclo viola.

Quanta pazienza servirà?

Firenze è una città che si fa sentire quando le cose non vanno e il rischio che questo mercato scoppiettante possa diventare controproducente esiste. Soprattutto se le prime partite dovessero restituirci una Fiorentina “cugina” di quella della disastrosa scorsa annata.

Detto questo, per quanto sarà difficile, anche in questa stagione ci sarà da aspettare. Bisognerà aspettare che Paratici metta a segno gli ultimi ritocchi di mercato, che le idee di Grosso entrino negli automatismi della squadra, che i nuovi innesti si ambientino nel campionato italiano. Quanto ci vorrà? Diciamo che sarebbe sorprendente se tutto questo avvenisse entro settembre. Bellissimo, ma francamente sorprendente.

Questa stagione è già partita con grande entusiasmo, ma soltanto fra qualche mese potremo dare un giudizio completo sull’operato della nuova Fiorentina.

Per adesso, dunque, piedi per terra e pazienza. Il nuovo ciclo viola è appena iniziato.

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