La Fiorentina inizia a mettere l'acquolina in bocca: Paratici sta mettendo in mostra tutto quel repertorio per cui è quasi unanimemente riconosciuto come uno dei migliori dirigenti in circolazione
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Non chiamiamola “ciliegina”, please. Il senso però, è quello. Diciamo che per la Fiorentina Franco Mastantuono sarà l'ombrellino in un long drink fresco, ghiacciato, giovane. In una parola: buonissimo. E pazienza se buonsenso ed esperienza consiglierebbero prudenza. In un'estate così infatti, e dopo un'annata come quella che abbiamo alle spalle, è bello e giusto lasciarsi andare. Farsi coinvolgere dall'entusiasmo, e godersi un mercato (tutt'altro che finito tra l'altro) che di botto riportato Firenze e la Fiorentina sulla bocca di tutti.
Da sogni ad obiettivi
Del resto, non potrebbe essere altrimenti. Perché se sorprendi tutti piazzando il colpo Atta, se riesci a mettere le mani su uno dei gioielli più preziosi del Mondiale (Oulai) e se, come se non bastasse, porti a casa un talento sul quale si era messa in coda mezza Europa e costato soltanto dodici mesi fa la bellezza di 63 milioni di euro vuol dire che l'ambizione è altissima e, finalmente, la società all'altezza della storia della città. I “sogni” insomma, giusto per rifarsi alle parole di Fabio Paratici, si stanno molto rapidamente trasformando in “obiettivi”.
Paratici masterclass
Già. Paratici. So bene che qua si corre il rischio dell'esaltazione eccessiva ma, “francamente, me ne infischio”. Oppure c'è qualcuno che ancora vuol negare l'evidenza? Qualcuno che non si sa bene per quale motivo non vuol riconoscere come sia cambiata la musica da quando l'orchestra viola è guidata dal nuovo direttore? Rapporti, conoscenze, furbizia, capacità di manovra. Il diesse sta mettendo in mostra tutto quel repertorio per cui, nel mondo del calcio, è quasi unanimemente riconosciuto come uno dei migliori dirigenti in circolazione. E l'operazione Mastantuono ne è l'ennesima dimostrazione. Perché sia chiaro: questo affare sta andando in porto solo e soltanto grazie a lui, e ai suoi rapporti con il Real Madrid.Fiorentina, che ben di Dio
E così oggi la Fiorentina inizia ad avere una forma che non può non far venire l'acquolina in bocca. Pensiamo solo a quello che potrebbe essere da centrocampo in su: Oulai, Fagioli, Atta, Mastantuono e Kean, in attesa che prossimamente arrivi anche l'altro attaccante esterno/trequartista titolare. L'importante, e l'abbiamo già accennato qualche giorno fa, è avere il coraggio di mettere in campo tutto questo ben di Dio di qualità. Ed ogni riferimento alla reticenza di Grosso nel mettere insieme l'ex Juve e il “bimbo” ivoriano non è puramente casuale. Si può creare un problema di equilibrio? Magari si. Leggendo questi nomi però, e conoscendo le enormi qualità di cui dispongono, io ribalterei la questione. “Il pallone lo teniamo noi, vediamo come vi difendete”.Il gesto di Commisso verso Antognoni
P.S: A proposito di qualità, classe e talento. La decisione della proprietà di ritirare la maglia numero 10 in occasione della stagione del centenario è quanto di più e di meglio si potesse fare per onorare Giancarlo Antognoni e sarebbe un peccato se la società non potesse materialmente consegnargliela. Si metta una mano sul cuore, Antonio, e capisca che a volte è giusto mettere da parte orgoglio e vecchi rancori. Il rischio, altrimenti, è passare molto rapidamente dalla ragione al torto...Scarica la nuova app Viola News
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