Il Como è uscito allo scoperto per Moise Kean, ma la Fiorentina ha rimandato l'offerta al mittente. Il rilancio ci sarà, ma cedere l'attaccante è del tutto sbagliato?

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L’offerta ufficiale del Como per Kean alla fine è arrivata, ma insufficiente. Troppo insufficiente e quindi duramente respinta. Non c’è margine, non c’è trippa.

Venticinque milioni pagabili l’anno prossimo più cinque per il prestito, trenta in totale, è una cifra troppo lontana dalla valutazione della Fiorentina (40+5 di bonus), ma anche inferiore a quella di Transfermarkt fissata a 32 milioni.

E’ una proposta economicamente quasi surreale al punto da chiederci: ma il Como lo vuole davvero Kean o no?

Mi domando questo perché della vicenda, almeno io, parlo da quasi due mesi, da quando Lucci, il procuratore di Kean, ha cominciato a flirtare con il Como.

bucchioni Kean

Ricordate quando il fratello di Kean si disse felice di un eventuale addio alla Fiorentina attraverso un'emoji? Ecco, proprio in quei giorni.

Come succede in questi casi, Lucci si è accertato che Kean fosse il primo obiettivo del Como per l’attacco, ha ottenuto il via libera del giocatore e da lì è partita l’operazione. Di solito funziona che dopo le prime intese di massima sull’obiettivo, gli intermediari si mettano al lavoro, facciano da testa di ponte, fino ad arrivare a una conclusione che è risultata questa: la Fiorentina vuol tenere il giocatore, se però lui vuol andarsene servono almeno quaranta milioni più bonus.

Lo sapevano tutti, il lavoro dei mediatori aveva fruttato questa sintesi.

Difficile da capire perché il Como, ben conoscendo tutto questo, abbia deciso comunque di fare un’offerta molto al di sotto della richiesta. Mia nonna diceva che “domandare è lecito, rispondere è cortesia”, ma quando si parla di affari, se vuoi comprare qualcosa, se l’offerta è seria, non può essere così lontana dalla valutazione.

Chiamiamolo tentativo, chiamiamolo sondaggio

Ora il Como sa ufficialmente che servono almeno dieci milioni in più.

Se davvero Fabregas è innamorato di Kean, se pensa che abbia le caratteristiche giuste per trasformare in gol la grande mole di gioco del Como, non credo possa essere un problema dieci milioni per la proprietà più ricca del campionato. Anche pensando al fair play finanziario.

Non domani, questo è certo, ma nei prossimi giorni, è quasi certo che un’altra offerta al rialzo arriverà. Dopo il primo no le diplomazie sono tornate al lavoro e se ci dovesse essere un prossimo incontro si farà soltanto attorno a una cifra discutibile, negoziabile, con l’obiettivo del Como e della Fiorentina di chiudere l’affare.

Sappiamo da sempre che per i Viola, sulla carta, Kean è incedibile. Ma sappiamo altrettanto bene come funzionano le cose e quanto contino la volontà del giocatore e del suo procuratore. La Fiorentina ha sempre ragionato pragmaticamente: noi lo vogliamo tenere, se lo volete dovete darci una cifra che ci convinca.

Il ragionamento non fa una piega. Con quaranta milioni non si trova un altro Kean, ma si possono comprare magari un esterno e un altro attaccante da venti milioni capaci di accrescere ancor di più il valore tecnico della squadra nel suo insieme. Nel mondo di Paratici si ragiona così.

E comunque ieri qualcosa di importante è successo, a fronte di tanto scetticismo sulle intenzioni del Como, di fronte a tanti negazionisti, è diventato vero quello che avevamo ipotizzato: Kean è il vero, grande obiettivo di Fabregas. Il gioco ora è scoperto.

I tifosi sono ovviamente preoccupati, l’ho appena detto: un attaccante così sul mercato non lo ritrovi. Ma se alla fine dovessero arrivare i 40 milioni richiesti più cinque di bonus, l’operazione potrebbe comunque essere vantaggiosa economicamente e tecnicamente.

Kean non è mai stato un giocatore facile e guadagna moltissimo. Se alla fine ne esce uno spogliatoio più forte, più coeso, se arrivano altri giocatori di livello, è giusto far andar via chi vuole andare a giocare la Champions.

Ma il Como farà un’altra offerta?

Radiomercato racconta che l’operazione s’ha da fare, servono tempi e modi giusti. Serve pazienza. Il Como, tanto per dirne una, deve ancora cedere Morata e liberare quindi il posto a Kean.

Paratici, ovviamente, ha già studiato le soluzioni alternative e le tiene ben bene nascoste a tutti. O quasi.

Senza Kean uno come Pellegrino non può bastare, servirebbe un altro attaccante oltre all’esterno d’attacco. Vedremo. Le bocce non sono ferme, ad esempio ieri dalla Germania è rimbalzata la voce di un interessamento per l’esterno Njinmah, 26 anni, del Werder Brema. Profilo interessante, ma forse soltanto uno dei tanti che Paratici tiene sotto osservazione in attesa di piazzare il colpo vero. Lavora su più tavoli e lo sappiamo benissimo. Il tavolo giusto lo scopriremo presto, lunedì a Roma comincia il campionato, la Fiorentina non è fatta ma quasi e comunque è costruita molto bene, direi.

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