Lulù Oliveira analizza il momento di Fiorentina e Como, due squadre che conosce molto bene e che si affronteranno domenica

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Sulla strada della Fiorentina di Paolo Vanoli ci sarà il Como. Un avversario, che come noto, negli ultimi anni ha sovvertito le gerarchie del calcio italiano. Cesc Fabregas e la dirigenza lariana hanno costruito una macchina quasi perfetta. Per saperne di più abbiamo parlato con Lulù Oliveira, che ben conosce le due realtà. Ecco la nostra chiaccherata:

Innanzitutto buongiorno. Un inizio opposto per Fiorentina e Como, ma lei che ne pensa di queste due squadre?

"Quella di domenica sarà una partita importante per entrambe, ma soprattutto per la Fiorentina. Dopo la sconfitta di Genova c'è bisogno di rialzarsi e fare punti, ma davanti c'è un Como che fa paura. Ha un allenatore bravissimo e giocatori importanti. Credo che sarà una partita bella da vedere, ma la Fiorentina non può fare un altro passo falso".

Intervista Oliveira Kean

Stiamo vedendo una Fiorentina piuttosto confusa. Quanto è difficile assemblare tanti nuovi arrivi?

"Credo che sia difficile, soprattutto dopo aver iniziato la stagione con un allenatore. Nel ritiro un allenatore inculca le proprie idee di gioco alla squadra, e quando non ci sono i risultati è normale che la società prenda una decisione. La Fiorentina ha cambiato, e Vanoli qualche buon risultato l'ha fatto. Il calcio in Italia è così, se sbagli 2 o 3 volte ti lasciano a casa, e prendono un altro allenatore. La sconfitta di Genova diventa ancora più pesante, ma la squadra si deve riprendere. Tutto dipenderà dall'atteggiamento della squadra".

Lei ha vissuto Como e Fiorentina agli opposti della situazione attuale. Che effetto le fa?

"Era difficile pensare ad un Como così qualche anno fa. La Fiorentina ha rischiato già lo scorso anno, ed è partita male. Io ho giocato a Como l'anno in cui siamo venuti in A (2002 n.d.r), ma non mi sarei mai immaginato di vederli così in alto. Sono arrivate delle persone importanti, che hanno voluto questo grande progetto. La cosa più importante è che hanno dato carta bianca a Fabregas, per fare tutto quello che riteneva necessario. A Firenze si è cambiato spesso, tanti allenatori e giocatori nuovi, e non è bello. Sappiamo che nelle piazze calde quando sbagli, la cosa più facile è mandare via l'allenatore. Meglio prendere un allenatore esperto, per gestire i nuovi giocatori".

Nonostante sia in dubbio, nel Como c'è Moise Kean. Che ne pensa del suo addio?

"La somma... già lì la Fiorentina ha sbagliato, visto che aveva una clausola alta. Per me questo ragazzo ha perso un po' la sua identità. A Firenze era tutto sulle sue spalle, quando segnava la squadra vinceva. Non so se giocherà, e non so nemmeno se i tifosi viola lo fischieranno. Non credo sia un rimpianto, se un giocatore non vuole rimanere in una società, è giusto cederlo. La Fiorentina doveva cercare un attaccante di valore altissimo per sostituirlo".

Lei ha giocato in una Fiorentina spettacolare, quella di Malesani. Quella di oggi avrebbe quell'intento, ma manca l'equilibrio

"L'equilibrio lo si trova soprattutto tra i giocatori. Noi avevamo una squadra che quando attaccava faceva paura, ma avevamo anche il nostro ruolo in fase difensiva. Questo fa parte del calcio, la continuità di un giocatore. Io avevo i compiti di attaccare e difendere, e quelli di oggi devono fare la stessa cosa. Mastantuono? Il calcio è cambiato, ma la personalità di uno come lui deve essere anche quella di scendere a difendere se la squadra è in difficoltà".

Qual è l'obiettivo della Fiorentina, tornare in Europa?

Credo proprio di si, per una società come la Fiorentina. Loro sanno già quello che devono fare, e ne avranno parlato con l'allenatore a suo tempo. Non sarà facile, ma la Fiorentina deve tornare in Europa. Ci sono tante squadre che pretendono la stessa cosa. L'inizio è stato pessimo, e c'è stato il cambio tecnico. Bisogna rimanere con i piedi per terra, e trovare una quadra che possa dare tranquillità all'ambiente".

C'è un qualcosa del Como che porterebbe alla Fiorentina?

"Credo che ogni squadra e società ha i propri metodi. Sarebbe troppo facile rubare qualcosa a qualcuno (ride n.d.r), e metterlo nella tua squadra. Lascio il Como così, e la Fiorentina anche".

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