La vera nota stonata viene dalle dichiarazioni di Paolo Vanoli nel dopopartita
VIDEO VN - Adesso è lampante, Oulai e Goncalves devono giocare
La Fiorentina vince. È la seconda volta in questo campionato. Quattro gol e tre punti per togliersi un po’ dalle panie di una classifica difficile. Certo, nel tabellino pesano quei ventitré gol subiti in dieci partite: sono tanti, troppi, ma la speranza si riaccende. Soprattutto, si è finalmente visto qualcosa di diverso.
Nella ripresa la squadra ha cambiato registro. Vanoli ha tolto Fagioli (ancora troppe palle perse) e ha inserito Pedro Goncalves e Oulai. Soprattutto, però, la squadra si è mossa in modo più tonico ed efficace. Mastantuono non se ne stava più confinato sulla fascia destra: poteva spaziare e colpire con il sinistro, il suo piede maestro. Il portoghese ha mostrato le sue qualità, che in attacco hanno fatto la differenza.
La vera nota stonata viene dalle dichiarazioni di Paolo Vanoli nel dopopartita. È vero che, per contratto, gli allenatori devono subito presentarsi in conferenza stampa, ma i più se la cavano con dichiarazioni di maniera, tipo «Gli avversari sono bravi» o «Grazie ai miei ragazzi». Lui, invece, si è voluto inerpicare per un viottolo pieno di inciampi. «Il merito va a chi è entrato…». E allora la domanda conseguente è: perché tanti dubbi nel far giocare Pedro Goncalves e Oulai? Se Fagioli negli ultimi tempi ha fatto più errori che cose buone, perché non dargli riposo? Se Goncalves merita di giocare, perché tenerlo fuori?
È vero che gli allenatori si affezionano alle proprie idee, illudendosi di possedere un calcio proprio, una verità “rivelata”, ma davanti a una classifica penosa, davanti ai numeri, è doveroso cambiare e tentare altre soluzioni. Non ci si può limitare a parlare dei mattoncini. Dagli errori s’impara, sostiene Vanoli. Ebbene, vediamo se è così.
Il Sassuolo era un avversario difficile, ma aveva appena subìto sei gol dalla Lazio. Eppure i viola hanno stentato nel primo tempo. Domenica ci sarà la Juve, che sembra essersi risvegliata e comunque è la Juve. Ci sarà bisogno di una Fiorentina in cui giochino i migliori, i più pronti: poche chiacchiere. Nel calcio vince il pragmatismo. Occorre far gol e non subirne. Il resto sono facezie. E soprattutto non c’è spazio per i “piccosi”.
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