L'impegno contro il Pisa non deve essere sottovalutato, la Coppa può rappresentare una scorciatoia per l'Europa
VIDEO - Vanoli: "Questi giovani mi entusiasmano. Guardate Mastantuono"
Siamo tutti contenti per Paolo Vanoli, soltanto la sua energia, la sua voglia e l’amore per la maglia viola potevano risollevare in pochi giorni un gruppo demotivato e senza autostima. E’ stato bravo, non era facile. E un giorno così lo meritava, quasi un risarcimento del Dio del Pallone per come era stato trattato da Paratici che lo ha tenuto a galleggio per settimane in un esasperante tira e molla, quando aveva già deciso da tempo di prendere Grosso. Bastava dirglielo chiaro in faccia, senza illudere nessuno. Questa diventa la grande rivincita di Vanoli, un uomo perbene (nel calcio non è facile trovarne) e un buon allenatore. L’anno scorso ha fatto una grande impresa, ma siccome non faccio parte dei ruffiani e dei leccapiedi, ma neppure degli odiatori-frustrati di professione che non capiscono quel che leggono, lo dissi allora e lo ripeto oggi: non lo avrei confermato neanch’io. Lo ricordo a tutti, con onestà intellettuale e con i fatti perché io, a differenza di altri che fanno il doppio gioco, a fine stagione ho assegnato a Vanoli il prestigioso premio “Maestrelli”, come riconoscimento tangibile per l’impresa che aveva appena fatto: salvare la Fiorentina. Gli ho detto “Bravo Paolo” davanti a una platea di allenatori, compreso l’allora c.t. Baldini. Meritava quello che non gli ha dato la Fiorentina. Poi neanche io lo avrei confermato perché secondo me dopo una stagione come quella passata era giusto resettare, cambiare allenatore e più giocatori possibile per tagliare con il passato e guardare avanti. Non l’avrei confermato perché è giusto che un direttore sportivo scelga il suo allenatore. Non lo avrei confermato perché pensavo che Paratici conoscesse bene Grosso, avesse una grossa intesa con lui. La delusione è stata questa, ma sappiamo come è andata a finire.
Vanoli e la scintilla riaccesa
Prendere un allenatore e non fargli la squadra che voleva, non metterlo nelle condizioni di lavorare al meglio è stato un clamoroso autogol. Allora tanto valeva tenersi Vanoli. Appunto. Per fortuna è arrivata la litigata rivelatrice con Grosso, Paratici ha rimediato in fretta al suo errore ed eccoci qui. La Fiorentina è ripartita. Vanoli da uomo di calcio navigato ha capito subito cosa era successo, qualcosa che andava oltre gli allenamenti, le formazioni, la tecnica e la tattica: il gruppo non aveva accettato Grosso. L’ex allenatore non era soddisfatto del mercato, avrebbe voluto giocatori che non sono arrivati, ha trasmesso al gruppo la sua insoddisfazione e la scarsa stima che nutriva per alcuni nuovi viola. Far capire ai giocatori che non li ritiene adatti al suo calcio, che li allena perchè non ce ne sono di diversi, che non li ritiene allenabili, è stato il punto di non ritorno. La Fiorentina era semplicemente un gruppo demotivato che si allenava e giocava per dovere ma senza partecipazione. Una squadra emotivamente assente e in campo s’è visto. Vanoli è stato bravo a riaccendere l’autostima, a lavorare sull’amor proprio, a far scattare la scintilla del “ora facciamo vedere chi siamo”. Prima dei valori tecnici è tornata la voglia di giocare a calcio. Solo un grande ex, uno che aveva appena compiuto una grande impresa in nome e per conto della maglia viola, poteva dire certe cose, poteva riuscire subito a entrare nella testa dei giocatori. Magari aiutato dai tanti scontenti (a cominciare da Fagioli) e da quelli che Vanoli lo conoscevano dall’anno scorso ha riacceso una squadra spenta.L'adrenalina di Mastantuono
Il resto lo vedremo e come ha detto onestamente Vanoli, il lavoro da fare è ancora tantissimo e s’è visto anche venerdì. Venezia è servita per ripartire, adesso c’è da trovare l’equilibrio, c’è da scoprire l’intera rosa, da organizzare il gioco di squadra. Non sarà né facile né automatico, servirà tempo. Questo gruppo ha degli indubbi valori tecnici, ma è troppo giovane e i giovani sono soggetti ad alti e bassi di rendimento, non ha elementi esperti, in mezzo al campo mancano giocatori di gamba e di recupero, tutti difetti che Vanoli ha già notato e sottolineato, ma che al contrario di Grosso, gli danno stimoli per cercare comunque di trovare una quadra. Da Paratici, dopo una spesa di più di 200 milioni con i riscatti futuri per costruire questa squadra, era logico aspettarsi molto di più. L’errore su Grosso è incredibile, la squadra poco squadra altrettanto. Ora tocca a Vanoli trovare una difficile formula che metta insieme gioventù, qualità e risultati. Servirà tanto lavoro, come detto, ma Vanoli è uno che lavora h24. L’anno scorso s’è chiuso dentro il Viola Park, quest’anno l’impresa è difficile ma non così disperata: gli auguriamo il meglio. Lo merita. Adesso ecco la Coppa Italia, ed il derby col Pisa. La Fiorentina sa che questa Coppa deve essere un obiettivo, una possibile scorciatoia per l’Europa. Il tabellone non è semplice, ma una squadra giovane è più portata alle partite secche, alle sfide, che al cammino costante di lungo periodo. Stasera non mi aspetto un turn over eccessivo, Vanoli deve lavorare sulle prime certezze per fortificarle. Siamo a inizio stagione, la fatica non esiste. Mi aspetto ancora Mastantuono dominante, leader di questa squadra, con la sua classe, dopo una storica tripletta, liberato dalle paure, ha un’altra occasione per crescere. La sua adrenalina deve diventare un carburante prezioso per tutta la squadra.© RIPRODUZIONE RISERVATA