L’ultima sosta della stagione va in archivio lasciando in dote alla Fiorentina un mix di sensazioni contrastanti. Mentre al Viola Park si è lavorato per preparare un finale di stagione di fuoco (sospeso tra la rincorsa salvezza e il sogno Conference League) i sei rappresentanti gigliati in giro per il mondo hanno vissuto fortune alterne. Se il campo ha regalato gol e soddisfazioni ai singoli, il verdetto delle qualificazioni mondiali gela l'animo della delegazione azzurra.

Viola in Nazionale
Kean segna ma piange, vola l’Under di Ndour e Comuzzo. Cosa lascia la sosta?
Kean: gol e amaro in bocca. L'Italia saluta il Mondiale
—Il protagonista assoluto, nel bene e nel male, è Moise Kean. L’attaccante viola ha risposto presente con il gol sia nella semifinale contro l'Irlanda del Nord che nella decisiva finale contro la Bosnia. Tuttavia, la gioia personale svanisce davanti al dramma sportivo: il pareggio di Tabakovic e la successiva sconfitta ai rigori condannano l’Italia a guardare il terzo Mondiale consecutivo dal divano. Moise rientra a Firenze rinfrancato dalla vena realizzativa, ma con il peso psicologico di un'apocalisse azzurra che graverà inevitabilmente sull'umore, complice quell'errore sul possibile raddoppio azzurro, dopo un gran recupero e una corsa in progressione mostruosa, che grida ancora vendetta.
Ndour e Comuzzo: è un'Under 21 a tinte viola
—Note decisamente più liete arrivano dall'Under 21 di Silvio Baldini. Cher Ndour si conferma in uno stato di grazia totale: due gol in due partite (contro Macedonia del Nord e Svezia) e una leadership tecnica, consacrata anche dalla 10 azzurrina, che fa ben sperare Vanoli per il rush finale. Dietro di lui, un Pietro Comuzzo che esce sicuramente rinfrancato dalla sosta nazionale, dopo alcune prove in campionato non entusiasmanti. 90 minuti nella prima gara e 82 nella seconda, dimostrando una crescita costante che lo lancia come alternativa di lusso per la difesa gigliata, o almeno questa è la speranza in vista del finale di stagione.
Gli altri: esordio da titolare per Balbo, chilometri per Pongracic e Kospo
—Dall'altra parte dell'oceano, sorride Balbo: per il difensore è arrivato l'esordio da titolare con il Venezuela nel 4-1 contro Trinidad e Tobago, prima di accomodarsi in panchina contro l'Uzbekistan. Marin Pongracic ha messo minuti importanti nelle gambe con la sua Croazia: 120 minuti complessivi tra l’amichevole con la Colombia e lo spezzone finale contro il Brasile, un test probante contro campioni di livello mondiale. Due partite complete, invece, per il giovane Kospo, pilastro della Bosnia Under 21 che ha strappato due pareggi a reti bianche.
Chi è rimasto a Firenze
—Mentre i sei "nazionali" faticavano in giro per il mondo, al Viola Park si è gestito il patrimonio. La federazione islandese ha fatto un favore a Vanoli risparmiando Gudmundsson (non convocato per le amichevoli contro Haiti e Canada), che ha potuto così concentrarsi esclusivamente sulla Fiorentina. Rimasti a casa anche i delusi Dodò e Fagioli, che cercheranno di trasformare l'esclusione dai rispettivi CT in rabbia agonistica per il campionato. Infine, buone notizie da Solomon: l'israeliano ha lavorato sodo per rientrare in gruppo e sarà la freccia in più per l'aprile di fuoco che attende la Fiorentina.
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