Serviranno avversari più quotati per la riprova, ma non c'è dubbio che Joao Mario sia stato uno dei migliori contro il Benevento. La concorrenza, anche sulla fascia destra, è aumentata. Dodò, in caso di permanenza a Firenze, è avvisato
VIDEO - Grosso su Kean: "Molto, molto forte. Da lui mi aspetto tanto"
Il gol di Gudmundsson al primo pallone toccato su cross perfetto di Atta, quello di Kean in stile karate, la rete di Ranieri su sponda di Dragusin in uno schema da calcio d’angolo che vedremo a più riprese, la conferma di Ndour. Buona la prima (come il titolo del programma televisivo con Ale e Franz) per Fabio Grosso. I segnali arrivati dalla partita di Coppa Italia contro il Benevento sono stati tanti e tutti positivi. E alla lista sopra citata s'aggiunge la prestazione di Joao Mario che non può e non deve essere messa in secondo piano. Il portoghese ha ripagato come meglio non poteva la fiducia concessagli dal tecnico viola: diligente in fase difensiva, un’autentica spina nel fianco per i campani in quella offensiva (non a caso lo abbiamo premiato con un bel 6,5 in pagella). Il bolide stampatosi sulla traversa e, soprattutto, il cross al bacio per il raddoppio firmato Moise Kean sono lì a testimoniarlo. Un gesto tecnico, quest’ultimo, che fa capire come una delle sue migliori capacità sia quella di crossare dalla linea di fondo. L’attaccante ex Juventus ha già ringraziato con un’acrobazia degna del miglior Zlatan Ibrahimovic. Il tutto in attesa di Mateo Pellegrino che con tali assist, dall’alto dei suoi 192 centimetri, ci va a nozze.
Scelta non scontata, più concorrenza
Torniamo a Joao Mario. E pensare che contro il Benevento non sarebbe nemmeno dovuto scendere in campo (almeno dal primo minuto). Il forfait di Alex Jimenez a scopo precauzionale gli ha, invece, spalancato le porte delle titolarità. Scelta, questa, tutt’altro che banale e scontata perché Fabio Grosso avrebbe potuto optare per Dodò anziché per il lusitano. C’è il mercato dietro a tale decisione? Difficile dirlo. Fatto sta che il brasiliano continua ad essere accostato a diverse squadre. L’ex Shakhtar Donetsk è sì entrato, a inizio secondo tempo, al posto di Joao Mario, ma solo per il fastidio accusato da quest’ultimo (rivelatosi, poi, niente di grave), non per motivi tecnico-tattici. Ciò fa capire che rispetto alla scorsa stagione la concorrenza, in tutti i settori del campo, è aumentata e che Dodò, in caso di permanenza a Firenze, dovrà sudarsi le fatidiche sette camicie per conquistarsi la titolarità.In attesa della riprova
Joao Mario ha risposto ‘’presente’’ alla chiamata di Fabio Grosso, ma sarebbe ingiusto e niente affatto trasparente non sottolineare che di fronte c’era un avversario di Serie B appena promosso dalla C. Il divario tecnico tra viola e Streghe è stato netto. Le abilità del portoghese, così come in generale quelle della nuova Fiorentina, dovranno essere messe alla (ri)prova (ma questo non lo scopriamo certo adesso) contro avversari più quotati. A tal proposito l’esordio in campionato contro la Roma il prossimo 24 agosto cade a pennello. La gara dell’Olimpico contro una squadra protagonista, da gennaio a maggio, di una cavalcata pazzesca culminata con la qualificazione alla prossima Champions League farà capire in maniera più precisa il livello di crescita e personalità della nuova formazione gigliata.© RIPRODUZIONE RISERVATA