Quando Vanoli è arrivato all’undicesima giornata, la Fiorentina era sprofondata in una crisi totale. Squadra ultima, ambiente depresso, aspettative crollate nel giro di poche settimane dopo una partenza estiva che aveva perfino alimentato sogni Champions.
esclusive
Grosso o Vanoli, pro e contro: chi si prende la panchina? Confronto e alternative
Il tecnico viola ha avuto innanzitutto un merito enorme: ricompattare tutto l’ambiente. Ha abbassato la pressione, ridimensionato la piazza, riportato il focus esclusivamente sulla salvezza. E soprattutto ha rimesso insieme uno spogliatoio emotivamente distrutto.
Dal suo arrivo fino alla 38esima giornata, la Fiorentina ha raccolto:
La vera svolta è arrivata col passaggio alla difesa a quattro. Dopo l’iniziale continuità col 3-5-2 ereditato dalla gestione precedente, Vanoli ha cambiato struttura tattica, trovando maggiore equilibrio e valorizzando diversi giocatori.
Dalla 16esima giornata (gara contro l'Udinese) in avanti, infatti, la Fiorentina sarebbe ottava in classifica:
Anche sotto il profilo umano, Vanoli ha lasciato segnali importanti. Ha coinvolto praticamente tutta la rosa, adattando giocatori fuori ruolo senza creare fratture pubbliche. Gudmundsson è stato sacrificato spesso da ala sinistra “per necessità”, Parisi è stato adattato a destra, tanti elementi hanno accettato compiti non naturali pur di salvare la squadra.
Ed è qui che emerge uno dei principali punti a favore dell’attuale tecnico: la gestione emotiva del gruppo.
Confronto Grosso-Vanoli
Nel medesimo lasso temporale prima citato, dalla 16esima giornata, difesa a quattro contro difesa a quattro, il Sassuolo sarebbe quattordicesimo con 28 punti mentre la Fiorentina ottava.
Considerando invece, la classifica dall'arrivo di Vanoli (dall'11esima giornata), la Fiorentina sarebbe nona e il Sassuolo dodicesimo.
Immaginando invece una Fiorentina in mano a Vanoli da inizio anno, a dispetto dei 49 punti totali del Sassuolo, la squadra viola si sarebbe classificata poco sopra i neroverdi, a quota 51 punti.
Paragone fatto senza considerare ovviamente la differenza delle rose a disposizione dei due allenatori.

Il rischio “Iachini bis”
Il grande dubbio della piazza, però, resta un altro.
Vanoli è l’uomo giusto per costruire il futuro o soltanto quello ideale per gestire l’emergenza?
Il precedente di Giuseppe Iachini aleggia inevitabilmente su Firenze. Anche lui, nella stagione 19/20, arrivò in corsa, salvò la Fiorentina, fu confermato quasi per riconoscenza (parola che a Vanoli non piace) e poi venne esonerato il novembre successivo.
Il timore potrebbe essere quello ripetere lo stesso schema: confermare l’allenatore della salvezza senza la certezza che possa davvero alzare il livello tecnico della squadra.
Vanoli stesso, però, ha più volte ribadito che la sua idea di calcio non è quella conservativa vista quest’anno. Ha spiegato di aver scelto pragmatismo e compattezza semplicemente perché la situazione lo richiedeva. Il suo vero calcio, nelle intenzioni, sarebbe molto più offensivo e propositivo.
In suo sfavore c'è quella che in psicologia si chiama allostasi: processo per cui il corpo e la mente ritrovano la stabilità attraverso il cambiamento. Cambiare guida tecnica, dunque, vorrebbe dire scongiurare la permanenza delle scorie lasciate da questa stagione. Incipit Vita Nova direbbe Dante.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
