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Grosso o Vanoli, pro e contro: chi si prende la panchina? Confronto e alternative
Daniele De Rossi rappresenta forse la candidatura più affascinante dal punto di vista emotivo e mediatico.
La Fiorentina lo aveva già cercato anni fa, proprio nel periodo della conferma di Iachini. Fu lo stesso De Rossi a raccontare di contatti molto avanzati con il club viola.
Al Genoa ha svolto un lavoro discreto (dall'11esima giornata alla 38esima):
Ha saputo dare identità a una squadra complicata, valorizzando elementi come Ostigard, Marcandalli (del quale si è parlato anche in ottica Fiorentina), Norton-Cuffy e Colombo.
Dal punto di vista tattico, De Rossi si è stabilizzato su un 3-5-2 molto marcato. Ed è qui che nasce uno dei principali dubbi.
La Fiorentina di quest’anno ha trovato equilibrio proprio passando alla difesa a quattro. Tornare a un sistema a tre significherebbe probabilmente modificare profondamente la rosa.
Sul piano caratteriale, però, De Rossi convince molto. È un accentratore, un allenatore che si prende responsabilità, protegge il gruppo e comunica in maniera forte con l’ambiente.
Anche le sue dichiarazioni post-Lecce confermano la volontà di continuare il percorso al Genoa, ma il suo nome resta monitorato.
Vieira
Il nome nuovo delle ultime ore è quello di Patrick Vieira.
Il francese ha esperienza internazionale, a suo dire "un calcio aggressivo e verticale dichiaratamente ispirato al Liverpool di Klopp", ma porta con sé anche parecchie incognite. Al Genoa si è contraddistinto più per l'accortezza in fase difensiva che offensiva. Un 4-2-3-1 con trequartisti anomali con più compiti in fase di non possesso.
Al Genoa ha alternato cose buone (la scorsa stagione) a momenti molto difficili. Nella stagione 25/26 ha raccolto appena:
Anche in passato le sue esperienze sono state discontinue. Bene al New York City, discrete al Crystal Palace, più problematiche invece a Nizza.
Soprattutto, emergono forti dubbi sulla gestione dello spogliatoio. I casi Balotelli e Vogliacco hanno lasciato strascichi pesanti. L’accusa più frequente rivolta a Vieira è quella di accentrare troppo il protagonismo e creare fratture interne. Esattamente il contrario di quanto fatto vedere da Vanoli in questi mesi.
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