La stagione del Parma rappresenta una delle sorprese più interessanti del campionato. Senza una rosa ricca di grandi nomi, la squadra emiliana è comunque riuscita a ritagliarsi una posizione di classifica solida. Gran parte del merito è dato dal lavoro di Carlos Cuesta, l'allenatore più giovane della Serie A, forte dell'esperienza all'Arsenal di Arteta, che ha costruito un’identità precisa attorno a una squadra organizzata. Il punto di forza dei crociati risiede nella difesa costituita da un blocco basso che limita al massimo gli spazi, mettendo in difficoltà gli avversari soprattutto nelle partite più bloccate. In tal caso il Parma potrebbe sfruttare anche le palle inattive, situazioni che la Fiorentina ha dimostrato di affrontare con estrema difficoltà. Cuesta ha fatto scuola all'Arsenal portando con sé uno schema ben preciso sui corner: molti giocatori posizionati nell'area piccola a disturbare il portiere, sfruttando una serie di semi blocchi. Ed è così che il Parma si è ritrovato ad essere la quarta squadra della Serie A più efficace sulle palle inattive. In un campionato dove molte gare si decidono su episodi, questo tipo di lavoro può fare la differenza.

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Fiorentina a lezione da Carlos Cuesta. I segreti della (quasi) salvezza del Parma
Così come fanno la differenza i numerosi pareggi conquistati che hanno permesso al Parma di raggiungere quota 33 punti e una salvezza ormai quasi definitivamente raggiunta. La stagione dei crociati è infatti caratterizzata da una grande continuità con un'alternanza lineare di pareggi e vittorie, senza mai perdere più di due gare consecutive. Possiamo definirla una squadra a bassa varianza: raramente produce prestazioni travolgenti, ma allo stesso tempo evita i passaggi a vuoto con sconfitte pesanti. E per la Fiorentina - reduce dal 3-0 incassato a Udine - ci sarebbe da prendere appunti.
Ma l'aspetto fondamentale su cui Carlos Cuesta ha basato il proprio lavoro è stato spiegato dall'ex allenatore gialloblù Nevio Scala affermando: "La cosa fondamentale è avere la stima dei giocatori e credo che lui ce l'abbia. Al di là dei valori che la squadra esprime, non eccelsi, Cuesta sta facendo veramente un ottimo lavoro". Niente imposizioni, solo intelligenza nel comprendere le esigenze dei suoi giocatori, anche a discapito del "giochismo". E' proprio questo l'aspetto che differenzia Parma e Fiorentina. Vanoli non è riuscito ad entrare appieno nella testa dei suoi giocatori e lui stesso lo ha ammesso in conferenza stampa post-Udinese: "Non sono riuscito a dare la continuità mentale che fa parte del mio carattere. Continuo a fare il mio lavoro, ma anche i calciatori devono cercare il lavoro che propongo, guardarsi in faccia e prendersi le loro responsabilità". Se dei piccoli accorgimenti hanno permesso al Parma di trovarsi ad un passo dalla salvezza, per la Fiorentina quell'obiettivo è ancora da raggiungere attraverso un percorso intricato che passa proprio dalla sfida di domani al Franchi.
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