La Fiorentina affonda il colpo su Giovanni Fabbian, chiudendo con il Bologna un’operazione strutturata e significativa: il centrocampista arriva a Firenze in prestito con obbligo di riscatto fissato a 15 milioni di euro, segnale chiaro della volontà viola di puntare con decisione sul classe 2003. Nell’accordo rientra anche Simon Sohm, che compie il percorso inverso trasferendosi al Bologna in prestito con diritto di riscatto a 12 milioni, dando vita a uno scambio che sulla carta potrebbe valorizzare anche lo svizzero, molto in ombra nella Fiorentina di Vanoli.

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Come cambia il centrocampo con Fabbian: nuovo modulo e questione ruoli
Ruolo e caratteristiche
—Dal punto di vista tattico e fisico, Giovanni Fabbian si presenta come un profilo ben definito. Alto, longilineo e strutturato, il classe 2003, inizialmente interno tra giovanili dell'Inter e Reggina, ha costruito gran parte del suo percorso in Serie A agendo da trequartista alle spalle della punta, ruolo in cui può esaltare al meglio tempi di inserimento e presenza offensiva. Non è un rifinitore statico né un giocatore che vive tra le linee per accumulare palloni, ma piuttosto un centrocampista offensivo dinamico, che attacca l’area con continuità e intelligenza. La sua heatmap di Sofascore racconta proprio questo: una zona d’azione prevalentemente centrale, ma con frequenti incursioni negli ultimi sedici metri, a testimonianza di compiti chiari di inserimento e occupazione dello spazio più che di pura regia avanzata.
Adesso cosa succede a centrocampo?
—L’arrivo di Fabbian apre però una riflessione strutturale sul centrocampo della Fiorentina. Al momento i viola stanno lavorando con un 4-3-3 con Ndour, Mandragora e Fagioli a comporre il terzetto centrale, un assetto che ha garantito equilibrio e coperture. Eppure in passato, Paolo Vanoli aveva lasciato intendere come il mercato potesse aprire alla possibilità di un passaggio al 4-2-3-1, sistema che valorizzerebbe in modo naturale le qualità di Fabbian da trequartista puro. La situazione si è però complicata con l’arrivo di Marco Brescianini, che si è definito apertamente una mezz’ala nella conferenza stampa di presentazione, ruolo che nel 4-2-3-1 semplicemente non esiste. Da qui il bivio tattico: adattare Fabbian da interno, chiedendogli un lavoro più di equilibrio per non alterare gerarchie e automatismi, oppure cambiare spartito, passando davvero al 4-2-3-1 e costringendo Brescianini a una riconversione funzionale. Una scelta che dirà molto sulle priorità tecniche della nuova Fiorentina e sul peso specifico che il club intende attribuire al classe 2003.
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