Alla fine, il campo racconta semplicemente le conseguenze di tutto questo. Il Crystal Palace non ha dominato la Fiorentina per caso, ma perché inserito in un sistema che gli permette di competere a un livello medio più alto. Non è un’eccezione, ma la norma.
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Calcio inglese vs italiano: perché la 14esima di Premier può battere chiunque
Le parole di De Gea (che di calcio inglese se ne intende) dopo giovedì, ci aiutano a riassumere un po' il tutto:
"E' vero che la Premier League è avanti rispetto alla Serie A. Hanno più risorse, più strutture e fanno le cose molto bene".
Ed è per questo che oggi la quattordicesima della Premier può battere chiunque. Perché non è davvero una squadra di metà classifica, ma il risultato di un ecosistema più ricco, più moderno e più competitivo. Finché il calcio italiano non riuscirà a colmare il gap su infrastrutture, ricavi e visione strategica, quella distanza continuerà a emergere, puntuale, ogni volta che si accenderanno le luci dell’Europa. Le imprese di Inter (due finali di Champions negli ultimi 4 anni), Atalanta (vittoria Europa League) e, tra virgolette, della Fiorentina (due finali europee negli ultimi 4 anni), hanno forse solo fatto da paraocchi. Perché non può essere un caso che in ogni Conference sia sempre la squadra inglese quella da battere (prima il West Ham, poi il Chelsea, ora il Palace). Per non parlare poi di Champions League e Europa League.
Poi possiamo parlare di gioco e di campo, laddove ancora risiede quel briciolo di imprevedibilità, dove Davide può battere ancora Golia. Ma parliamo di eventi singoli che, purtroppo, nella somma complessiva dei casi, non cambia di molto la curva di tendenza. Le parole di Paratici degli ultimi giorni, tornando alla Fiorentina, aumentano le speranze di poter invertire il trend. Visionare e vivere da vicino il modello inglese può aver sicuramente influito sul suo modo di vedere e leggere le cose. La Fiorentina, paradossalmente per rappresentanza e valori, è uno dei club italiani più internazionali (stadio a parte). Il Viola Park, tralasciando la grande narrativa lusinghiera a riguardo, è, a tutti gli effetti, uno dei fiori all'occhiello del calcio italiano. Non un punto di arrivo, ma sicuramente un ottimo punto di partenza. E di questo, alla famiglia Commisso, se ne deve dare sempre atto. E' attrattiva. Ciò che ha reso grande il calcio inglese negli ultimi decenni.
In questo momento di profonda crisi del calcio italiano, tra invettive contro il sistema e sul suo funzionamento, siamo chiamati, citando le parole di Fabio Caressa, a "prendere ispirazione da loro, come loro, a suo tempo, hanno fatto con noi".
Dati basati sulle analisi di Transfermarkt per i flussi di mercato e sui report Deloitte Football Money League 2026
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