Tutto questo si riflette anche sul mercato. Dal 2015 al 2026 la Premier League ha mantenuto un saldo trasferimenti strutturalmente negativo, con una media di circa -320 milioni per club. La Serie A, al contrario, si muove su cifre molto più contenute, con una media intorno ai -90 milioni e diverse stagioni chiuse in attivo.
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Solo nell'ultima sessione estiva, il Liverpool ha speso 120 milioni per Isak e 140 per Wirtz, giusto per fare un esempio. Come certi club si possono permettere tutto ciò? I saldi in negativo sono permessi grazie al meccanismo dell'ammortamento, che permette di iscrivere a bilancio solo una quota annuale del costo, e all'enorme flusso di ricavi da diritti TV che garantisce una copertura finanziaria costante. Il Fair Play Finanziario non vieta il passivo assoluto, ma fissa un tetto alle perdite tollerabili: finché i club restano entro questi limiti e sfruttano le plusvalenze delle cessioni per bilanciare le rate degli acquisti, possono continuare a investire cifre record contando sulla solidità delle proprietà e su un fatturato globale superiore a qualsiasi altro campionato.
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