"La “Fiorentina del centenario "si intravede". L'opinione di Massimo Sandrelli dopo la prima uscita ufficiale della squadra di Grosso

ACF Fiorentina v Benevento Calcio - Coppa Italia

VN - Questa è la Fiorentina di Grosso? Presto (non troppo) per dirlo

Il primo traguardo Fabio Paratici l’ha raggiunto: la Fiorentina merita il titolo di squadra più “osservata” d’Italia. E dire che il progetto tecnico-tattico di Fabio 2 (Grosso) è ancora appena abbozzato. L’allenatore viola sa che, da un momento all’altro, potrebbe dover cambiare in corsa. Tutto dipende da come chiuderà il mercato. La “Fiorentina del centenario”, però, si intravede.

A centrocampo

Il primo elemento riguarda il centrocampo. Arthur Atta è un giocatore di classe ed equilibrio. Si muove bene e sa occupare spazi di gioco fino a poco tempo fa poco frequentati. Quel cross che ha consentito a Gudmundsson di segnare di testa ci ha ricordato la fanfara dei bersaglieri. Poi c’è Ndour, che fa interdizione e riparte, ma soprattutto Inao Oulai è un regista naturale. Gioca di prima, protegge il pallone, ma non lesina il contrasto (deve fare attenzione ai cartellini). Una volta raffinato, potrebbe essere il reparto determinante di questa squadra. Fagioli ci è sembrato distratto dall’ipotesi di cambiare maglia. Gudmundsson è apparso finalmente “giocare con noi”. Per carità, i dubbi restano, però…

Fabio Paratici

In difesa

La difesa ha bisogno di certezze, ma intanto Dragusin e Ranieri mostrano segni di efficienza. De Gea dà sicurezza. Il test con il Benevento non può essere la “cartina di tornasole”, ma almeno nell’occasione si sono evitati svarioni. Sia Joao Mario che Valdepenas promettono cose buone.

In attacco

E veniamo all’attacco. Kean è Kean. Lotta, sbuffa, ma quando c’è da tirare in porta non si fa pregare. Il suo gol è la celebrazione del goleador. Segna con la facilità con cui Gianmarco Tamberi continua a saltare sempre più in alto. Si capiscono i dubbi di Paratici. È vero che una sua cessione farebbe “cassa”, ma non si può rinunciare a cuor leggero al suo prezioso talento.

Ma l’attesa non finisce qua. C’è da scoprire Franco Mastantuono, c’è da vedere Alex Jimenez, c’è da scoprire Mateo Pellegrino. Le speranze ingrassano la fiducia, ma intanto buona la prima.

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