Kean al Como e Zirkzee alla Fiorentina? Sarebbe un intreccio da accogliere positivamente e vi spieghiamo perché
VIDEO Sky: Fiorentina, Zirkzee e Njie per completare l'attacco
Andiamo dritti al punto: doveva andare così. Lo sapeva Moise Kean, lo voleva la Fiorentina, e si trattava soltanto di aspettare che tutte le pedine andassero a dama. Certo. L'ultimo capitolo di questo copione annunciato non è stato dei più piacevoli (anzi) ma così va il calcio, purtroppo, e detto tra noi non mi stupirei nemmeno se un giorno venisse fuori che sia stata tutta una gran commedia. Un gioco delle parti, alla fine del quale tutti hanno sostanzialmente ottenuto quello che volevano. Vale per Kean, che attraverso il suo agente ha sempre fatto sapere di avere il desiderio di ascoltare eventuali proposte di club “da Champions”, vale ovviamente per il Como, e vale per Fabio Paratici. Il diesse, parole o posizioni di facciata a parte, non ha mai considerato il centravanti incedibile e anzi, è facile immaginare che nella sua “struttura” ideale, difficilmente ci possa esser spazio per un elemento allergico alle regole come è Moise.
Via il blocco basso
Fuori Kean insomma, e quasi certamente dentro Zirkzee. Uno ceduto per circa 40 milioni (tra prestito, obbligo di riscatto e bonus) e un altro in arrivo in prestito oneroso (6/7 milioni) più diritto di riscatto fissato attorno ai 20. Difficile non considerarla un'operazione vantaggiosa. Sicuramente sul piano economico e, per quanto mi riguarda, anche su quello tecnico. Certo. Sta a Fabio Grosso costruire una squadra che funzioni e un gioco che esalti le caratteristiche dei singoli. In teoria però, il mister ha tutto quello che serve per farci divertire. Gente come Atta o Mastantuono infatti, ai quali aggiungere un attaccante esterno che attacchi la profondità (Njie del Toro sarebbe un altro bel colpo...) non può che esaltarsi con un punto di riferimento come Zirkzee. Prima punta anomala, ma capace come pochi di giocare con e per la squadra e, soprattutto, di mandare in porta chi gli sta attorno. Ripeto. La condizione necessaria è mettere da parte blocchi bassi e lanci lunghi, alzare il baricentro e giocare a pallone. Altrimenti, va da sé, quanto detto fin qua vale poco.Una città in movimento per i 100 anni
Detto questo, e in attesa che l'incastro di centravanti si concluda e che Paratici dia a Grosso la rosa definitiva, vale la pena tornare su quanto successo l'altra sera. Una marea viola. Una città in movimento (non una tifoseria... visto che parliamo di oltre 15.000 persone) a ulteriore ma superflua dimostrazione di cosa sia la Fiorentina per Firenze. Per essere chiarissimi: la Fiorentina è Firenze, e viceversa. E Fabio Paratici l'ha capito in cinque minuti. Non a caso sta portando tutti giocatori capaci di portare il bello. Ce lo siamo detti tante volte, su Violanews: una squadra per quanto mi riguarda deve rispecchiare l'anima della città che rappresenta e per questo, chi va in campo con la maglia viola, non può che ricercare l'estetica, il coraggio, la sfacciataggine, l'orgoglio, lo sprezzo del pericolo. Non solo. Quel fiume di gente è un patrimonio che la Fiorentina deve saper sfruttare e il fatto che tanti giocatori (così hanno testomoniato i social) fossero in qualche modo in strada a seguire anche se da lontano la festa, non può che essere una bella notizia. Anzi. Una splendida notizia.Chi ha tempo non aspetti tempo
L'importante, adesso, è non rimandare più quello che tanto deve avvenire per forza. Tirare definitivamente una linea con il passato, raccogliere i suggerimenti del direttore sportivo (che non a caso sta cercando di mandar via quanti più possibili degli interpreti della scorsa stagione) e tradurli in scelte che sappiano di nuovo. Perché è vero: serve pazienza, e per mettere insieme 9-10 giocatori nuovi c'è bisogno di tempo. Se però si continua a rimandare l'inserimento di chi rappresenta il futuro non si fa che sprecarne di prezioso.© RIPRODUZIONE RISERVATA