Mai come quest'anno c'è voglia di tornare a vedere una partita ufficiale e in fondo questa è la prima, grande vittoria di Fabio Paratici

Moise Kean

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Buon viaggio, Fiorentina. E chissà. Magari tra qualche mese ci ritroveremo qua, sulle pagine di Violanews, ripenseremo a questa pazza ma bellissima estate e ci diremmo che beh, “con un mercato del genere, arrivare a Roma non poteva che essere un obiettivo”. Si vedrà. Per il momento, come ci dicevamo qualche giorno fa, meglio volare il più basso possibile e tenere i piedi ben piantati a terra. Perché le rivoluzioni portano sempre con sé momenti di difficoltà e piccole crisi di rigetto e perché, tra il comprare tanti buonissimi calciatori e diventare una Squadra (con la S maiuscola) c'è di mezzo tanto, tanto, tanto lavoro.

Nicolò Fagioli

Commisso e mamma, per ora solo cose belle

Detto questo, mai come quest'anno c'è voglia di tornare a vedere una partita ufficiale e in fondo questa è la prima, grande vittoria di Fabio Paratici. Sua, e della proprietà. Sarebbe ingiusto infatti dimenticarsi di Giuseppe Commisso e di sua mamma Catherine visto che, almeno da parte mia, non mancavano le perplessità su come avrebbero gestito la società. Per il momento, solo cose belle: si sono affidati ad uno dei migliori dirigenti in circolazione, gli hanno dato totale fiducia e autonomia, e (last but non least) gli hanno messo in mano un bel portafoglio. Il risultato, è sotto gli occhi di tutti: nel giro di un paio di mesi Firenze ha dimenticato la depressione e ha ritrovato quell'entusiasmo che è stato, da sempre, tratto distintivo di questa città e di questa tifoseria. Il resto, lo dirà il campo.

Sogno o obiettivo?... Traguardo!

Restando sulla Coppa Italia comunque, credo sia giusto tornare alle parole di Fabio Paratici. “Il sogno resta un sogno, un obiettivo resta un obiettivo. Noi dobbiamo far si che sogno e obiettivo siano il più vicini possibile”. Mettiamola così, quindi: pensare oggi alla finale di Roma (19 maggio) serve a poco e rischia addirittura di esser dannoso ma nell'anno del centenario, e senza l'Europa, va da sé che questa competizione debba essere (obbligatoriamente) un traguardo da inseguire con feroce determinazione. Perché non se ne può più di veder vincere gli altri, e perché può rappresentare un'altra strada per tornare nelle coppe.

L'indizio su Fagioli

Prima di chiudere, mi prendo un attimo per analizzare le parole di Grosso. Concetti chiari (“la squadra va completata in tutti i reparti”) e (vedi Fagioli) indizi precisi. “Lui e Oulai sono due giocatori di qualità, però all'interno della squadra servono tante caratteristiche in relazione ai compagni che gli stanno vicino”. Quello che era parso già abbastanza evidente nelle amichevoli insomma, sta trovando conferma. Il mister non li vede insieme e questo (che dolore....) apre le porte alla possibile partenza di Nicolò. In entrata c'è invece Thorstvedt, ma a questo punto non escludo nemmeno che possa arrivare anche un mediano di struttura (un Matic del Sassuolo per intendersi) che possa giocare davanti alla difesa. E poi un terzino sinistro e (almeno) un attaccante esterno. Sul mercato insomma, ci sarà ancora da divertirsi. A Grosso, e alla squadra, il compito di non essere da meno sul campo...

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