Come l'ingresso di Pedro Goncalves ha cambiato la Fiorentina: come e dove schierarlo, a Vanoli ora la patata bollente
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Quando potremo vedere il 4-2-3-1?
Tutto questo, però, va inserito nel contesto attuale della Fiorentina. Vanoli ha ereditato una squadra reduce da un avvio di campionato complicato e, nelle sue prime uscite, ha insistito soprattutto sulla necessità di ricostruire equilibrio e solidità difensiva.
Lo stesso allenatore, dopo il 3-0 al Pisa, ha ribadito l’importanza di non concedere gol e di ricostruire progressivamente le basi della squadra. È quindi difficile immaginare, almeno nell’immediato, una Fiorentina stabilmente schierata con un assetto estremamente offensivo e Goncalves da trequartista.
Più realistico pensare al 4-2-3-1 come un’arma da conservare in panchina e utilizzare durante le partite, soprattutto quando sarà necessario aumentare il peso offensivo.
La sfida con il Napoli di domenica alle 12.30 potrebbe già offrire un’occasione interessante per valutare questa soluzione a gara in corso, qualora la partita dovesse richiedere maggiore qualità tra le linee.
La strada principale resta dunque quella del 4-3-3 già costruito da Vanoli. Ma il 3-0 contro il Pisa ha mostrato che, nelle mani dell’allenatore, esiste anche una seconda possibilità. Un 4-2-3-1 con Goncalves nel ruolo di dieci, Mastantuono e Njie/Gnonto sugli esterni e Pellegrino o Beto davanti.
Una variante che oggi sembra soprattutto un’opzione offensiva da utilizzare durante i novanta minuti. Ma che, con la crescita della squadra e il consolidamento dell’equilibrio difensivo, potrebbe trasformarsi in qualcosa di più.
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