Della serie nessuno è perfetto, questa volta Paratici ha toppato di brutto e adesso risolvere il caso Kean è diventato complicatissimo

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Altrettanti 100 anni di questa esplosione d’amore… adesso la palla a voi

Una brutta storia, gestita malissimo, che si poteva e doveva evitare. Della serie nessuno è perfetto, questa volta Paratici ha toppato di brutto e adesso risolvere il caso Kean è diventato complicatissimo. L’addio (se ci sarà) o la permanenza (non è da escludere a priori) non saranno affatto indolori. Ancora una volta al Viola Park serve l’elmetto, tra l'allenamento saltato, la multa, il lavoro in solitaria del giocatore e un gruppo che non può non essere turbato da tutto quello che succede attorno.

Un caos che offusca anche i giorni belli del Centenario e non ci voleva. Quando il mondo viola sembrava finalmente guidato da uomini di calcio, quando il mercato dava l’idea di un squadra costruita razionalmente, fra la sconfitta di Roma e lo scoppio della vicenda Kean, tutto è ripiombato nelle nebbie di un passato ancora troppo vicino.

copertina bucchioni david

Non capisco come Paratici, con la sua esperienza, possa essere finito in questo cul de sac. Non conosceva il procuratore Lucci? Non sapeva tutto di Kean? Non conosceva i metodi del Como sul mercato? Mi rifiuto di pensarlo. Sembra tutto superficiale e improvvisato al punto da non crederci. Erano due mesi che questa storia del Como circolava, l’avevo scritta perfino io, vuol dire che lo sapevano anche i sassi. E quando sono arrivati i primi rumors del tipo “Il Como punta Kean”, “Fabregas lo vuole assolutamente”, l’allarme doveva scattare. Poi c’è stato un incontro tra Lucci e la società del lago. Cosa significava? Che il procuratore si era mosso su mandato del suo assistito. Morale? Kean aveva cominciato a pensare di andar via. Eravamo agli inizi di luglio. E nessuno doveva credere alle smentite di rito, alle frasi di circostanza dette nel mondo del mercato.

A quel punto la Fiorentina avrebbe dovuto agire in maniera drastica e decisa come ha fatto l’Inter per Lautaro o la Juve per Yildiz, dichiarando pubblicamente e ufficialmente l’incedibilità di Kean. Dicendo chiaro al giocatore che non aveva nessuna intenzione di cederlo. Paratici ha preferito fare il pesce in barile, spingere tutto in avanti, aspettare gli eventi per vedere che succede. Al massimo è stata fatta circolare informalmente, ma solo informalmente, la volontà di tenere il giocatore. Forse per valutare le reazioni.

Ma qualcuno avrà parlato con Kean, almeno credo. Qualcuno gli avrà chiesto se davvero vuole andar via o meno. Impossibile che in Fiorentina non sapessero la sua volontà. Ancora peggio è stato l’aver fatto finta di non sapere. La questione andava affrontata per tempo, al procuratore andavano imposti tempi oltre i quali la Fiorentina non avrebbe più trattato. E invece tra un’offerta del Como troppo bassa e l’altra, tra i silenzi di tutti, siamo arrivati a Roma con il giocatore in panchina e l’esplosione del caso a sei giorni dalla fine del mercato.

Ora Kean ha già un accordo con il Como e vuole andar via. Il Como non alza l’offerta al livello richiesto dalla Fiorentina (40 milioni più cinque di bonus). La Fiorentina in pochi giorni dovrà trovare un altro centravanti di livello. Riusciranno tutte le pedine ad andare a dama? La meraviglia è ancora più alta perché Paratici conosce Kean come nessun altro, doveva aspettarsi la reazione. L’allenamento saltato di ieri mattina era scontato, il braccio di ferro normale nel mondo keaniano. Anch’io avrei adottato il pugno duro, anch’io lo multerei come ha fatto la Viola, ma sono soddisfazioni parziali. La Fiorentina fa poi sapere che se il giocatore non sarà ceduto non si adeguerà, verrà pagato regolarmente (per forza) e poi mandato stabilmente in tribuna. Cose che si dicono, ma come fai a mandare in tribuna il tuo miglior giocatore che vale più di quaranta milioni e lo paghi quasi cinque milioni d’ingaggio? Neanche Tafazzi…

Tutto questo alla vigilia di una partita già importante, da vincere a tutti i costi, contro il Frosinone, prima della festa. Tutto questo con appena sei giorni di mercato a disposizione. Paratici sta cercando disperatamente un sostituto e un centravanti buono non si prende per caso o in fretta e comunque nessuno dei nomi che girano vale Kean.

Beto, ex Udinese, può essere una soluzione. È stata sondata la Juve per David, ma i bianconeri lo vogliono vendere e non prestare, lo hanno proposto anche all’Atletico e, cosa non trascurabile, guadagna sette milioni. Zirkzee ne guadagna sette lordi, un sondaggio c’è stato ma passare dal Manchester alla Fiorentina senza coppe mi sembra ardito pensarlo. Magari poi Paratici uno buono lo trova e lo porta a Firenze, ha in serbo la sorpresa, ma resta comunque un grande pasticcio, una gestione folle che non ci aspettavamo.

Tornando alla sconfitta di Roma, c’è un’altra cosa che non mi torna: perché Paratici non compra gli esterni d'attacco? Se prendi Grosso che negli ultimi due anni a Sassuolo ha trovato la chiave più efficace del suo gioco con le verticalizzazioni sviluppate sugli esterni e le triangolazioni terzino-centrocampista-esterno, perché lo hai costretto a cambiare gioco?

Con tutti i trequartisti o sottopunta servirebbe maggior possesso, con il blocco più alto e robe che Grosso a Sassuolo non ha mai fatto. È vero che tutto cambia, credo che Grosso abbia fatto il mercato in armonia con Paratici, ma c’è qualcosa che mi sfugge. La mancanza di esterni è sicuramente sospetta e pure il Poku soffiato dal Besiktas è una bella beffa.

Ma non basta. A sei giorni dalla fine del mercato ci sono ancora troppi giocatori da vendere (per Dodò rifiutati sette milioni dal Nottingham), tante situazioni da chiarire. Grosso a Roma ci ha messo tanto del suo, ma al di là di un mercato sfolgorante, non mi sembra messo nelle migliori condizioni per lavorare tutti i giorni. E il lavoro da fare è tanto.

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