I ricordi e gli auguri di Edoardo Magnini, nipote di Ardico, nella rubrica di Violanews per celebrare il Centenario della Fiorentina
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Nell’anno del centenario della Fiorentina, Violanews vi tiene compagnia con una serie di interviste con le persone che, questi cento anni di storia, li hanno scritti e continuano a scriverli. In campo, sugli spalti, coi ricordi e con il tifo. In questa trentottesima puntata la nostra redazione ha contattato Edoardo Magnini, nipote di Ardico.
Ardico Magnini (Pistoia, 21.10.1928-03.07.2020), Difensore, alla Fiorentina dal 1950/51 al 1957/58 con 241 presenze (225 con 6 reti in Serie A, 5 in Coppa Campioni, 6 in Coppa Grasshoppers e 5 in Coppa Italia). Ha vinto uno scudetto nel 1956 e una Coppa Grasshoppers nel 1957. Presenze in Nazionale: 20. Esordio in Serie A il 21.01.1951: Fiorentina-Napoli 1-0.
Un commento sulla situazione attuale della Fiorentina?“Dopo avere acquistato tanti giovani giocatori interessanti di prospettiva, quest’anno si era riacceso l’entusiasmo, ma qualcosa è andato subito storto. L’augurio è che sia stato un black out momentaneo. È stato un bene cambiare subito l’allenatore per ripartire immediatamente. Vanoli ci mette il cuore e la rosa è buona. Confido nel tornare a divertirci, da tifoso viola so che ci sono stati e ci saranno sempre alti e bassi”.
Il ricordo più bello?“Come ricordo legato alla Fiorentina per me con lui, penso alla festa dei 90 anni, organizzata molto bene dai Della Valle. Lui si era staccato dal mondo del calcio, ma riuscii a riportarlo allo stadio e fu una grande emozione. Di quel giorno ho ancora la foto di lui nel tunnel del ‘Franchi’ con tutti i campioni della Fiorentina mentre aspetta di andare in campo. Mi ha fatto ripensare a quando giocava, alle sue esperienze con la Fiorentina ma anche con la Nazionale, alla carica e alla grinta che ti dava lo stadio. Quanto alle singole partite, l’ho sempre punzecchiato a proposito della famosa finale di Coppa dei Campioni con il Real Madrid quando l’arbitro concesse un rigore agli spagnoli per un fallo del nonno commesso, però, nettamente fuori area. Lui me lo diceva sempre che la Fiorentina nella prima mezz’ora non aveva fatto vedere palla al Real, poi, forse anche per la questione ambientale con 120mila spettatori al Bernabeu e politica con Francisco Franco in tribuna, l’arbitro fu condizionato e la partita andò in quella maniera. Per lui è rimasto sempre un cruccio.
A proposito di quella fantastica Fiorentina, mando un abbraccio rivolto al cielo a Sergio Carpanesi, da poco scomparso. Era il più giovane di quella squadra. Ho avuto il piacere di conoscerlo e con lui se ne è andato davvero l’ultimo di quella squadra che rimane una leggenda. Loro erano davvero legati, si volevano bene, non solo compagni di squadra, ma amici veri per tutta la vita, come Maurilio Prini e anche altri. Li ho conosciuti a varie cene e ne conservo il ricordo. Con orgoglio porto addosso il nome Magnini. E sto cercando di fare altrettanto con i miei figli, anche per loro il nonno è un mito e si ispirano a lui”.
L’augurio per il centenario?“Quello che mio nonno diceva sempre, ovvero che gli sarebbe piaciuto vedere un terzo scudetto o quantomeno tornare a gioire tutti insieme per un trofeo. Voglio ringraziare i ragazzi della Curva per quello che hanno organizzato per i cento anni della Fiorentina. Ho portato i miei bambini al corteo e alla torciata sui lungarni, è stato qualcosa di unico e irripetibile, a dimostrazione dell’amore che noi fiorentini abbiamo per la nostra squadra”.
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