Zirkzee potrebbe essere il sostituto di Moise Kean. Ma cosa non è andato al Manchester United?

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Moise Kean e Joshua Zirkzee, due profili opposti, ma che in queste ore sembrano legarsi a doppio filo in casa viola. Con l'ex Juventus ad un passo dal Como, Fabio Paratici è pronto a pescare di nuovo dalla Premier League, puntando proprio sull'olandese. Un calciatore che aveva entusiasmato tutti a Bologna, ma che in Inghilterra non ha ritrovato la comfort zone del Dall'Ara. Ma come sono andati i due anni di Zirkzee ad Old Trafford?

Un 9 o un playmaker?

Nonostante il calcio inglese segua in modo ossessivo le tendenze del football moderno, i tifosi britanici non possono prescindere da un vero numero 9. Il centravanti al quale aggrapparsi, un ariete d'area, tutte caratteristiche che mal si associano al calcio raffinato di Zirkzee. Eppure l'avventura inglese dell'olandese era iniziata nel migliore dei modi, con un gol al debutto contro il Fulham nell'agosto 2024. Ma lo United 2024-25 è stato una catastrofe, Hojlund e Zirkzee si sono contesi un posto da titolare, ma nessuno dei due è riuscito a reggere il peso della pressione. Il tecnico Erik ten Hag dopo pochi mesi è stato esonerato a furor di popolo, ma l'arrivo di Ruben Amorim ha posto sostanzialmente fine alle ambizioni dell'ex Bologna. Amorim tornando al punto precedente è un tecnico vecchia scuola per quanto riguarda le punte. Nel suo 3-4-2-1 c'è spazio solo per un 9 fisico, che sappia far risalire la squadra, lottando su ogni pallone.
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Poco spazio

Amorim infatti a febbraio 2025 definiva così Zirkzee: "Penso che Josh non sia un vero e proprio numero nove, ha giocato più come un numero 10". In due anni ha collezionato 75 presenze e 9 gol, numeri da onesto centrocampista, più che da punta. Inoltre l'estate scorsa lo United ha acquistato Benjamin Sesko (presentato nell'amichevole proprio contro la Fiorentina di Pioli), relegando definitivamente Zirkzee al ruolo di riserva. Anche dopo l'arrivo di Michael Carrick, l'attuale allenatore, le cose non sono cambiate, con Cunha e Mbeumo ad innescare le transizioni dei Red Devils, e Sesko come super-sostituto di lusso.

In questo lasso di tempo la Serie A ha continuato a sedurre l'ex Bayern, come tanti giocatori che in Premier falliscono. La Roma lo ha avvicinato, ma lo United lo scorso gennaio ha fatto muro, trattenendo tutti i propri giocatori. Quindi la Juventus, bloccata però dalla mancata cessione di David. Fin dai primi mesi inglesi, è parso evidente che l'olandese non si sia mai adattato alla frenesia della Premier, alla necessità di coprire spazi ampi in profondità, di fare tutto con una velocità che non gli appartiene, come osserva il sempre duro Roy Keane: "Ho osservato Joshua Zirkzee alcune volte ormai e ancora non vedo abbastanza intensità. Appare troppo lento e apatico per questo livello. In Premier League, devi giocare con furore". Qualche problemino fisico non lo ha aiutato, anche se in pre-stagione è parso brillante nelle amichevoli estive.

Nella Fiorentina di Grosso?

Zirkzee sarebbe quindi il sostituto numerico di Moise Kean. I due però sono distanti anni luce, come carattere e come gioco. Firenze ha imparato a conoscere la verve e l'intensità di Kean, il cui obiettivo era chiaro, lo sguardo era sempre rivolto verso la porta. La forza bruta di Kean non appartiene a Zirkzee. A Roma Grosso ha cercato tante volte la palla sporca verso Pellegrino (con risultati rivedibili). L'ex Bologna consentirebbe al tecnico di varare una Fiorentina più associativa, basata sulle combinazioni tra l'olandese e i trequartisti/esterni, come nel sistema rossoblù di Motta. Zirkzee è un maestro nell'aprire gli spazi con i suoi movimenti, e con i suoi tocchi nell'1 contro 1. Inoltre non è da escludere una possibile convivenza con lo stesso Pellegrino. Una soluzione da assalto finale, ma percorribile vista la qualità di Zirkzee. I ritmi italiani potrebbero adattarsi al suo calcio cool, e rivitalizzarlo. Atta e Mastantuono sono giocatori che parlano la sua lingua calcistica, ed il contesto potrebbe adattarsi a Zirkzee.

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