Questa Fiorentina funziona al contrario di quella di Palladino: ci sono questioni da risolvere intervenendo soprattutto sulla testa dei giocatori

Brova dei fatti Vanoli

Fiorentina, ci hai tolto anche la rabbia... Il prossimo allenatore dovrà essere un top

Il dibattito è aperto e come ogni dibattito, se i toni sono civili, è benvenuto e potenzialmente utile. Ci sono quelli che “la Fiorentina è stata costruita male e sarà destinata a soffrire fino alla fine”, quelli che “la rosa è fortissima ed è solo questione di tempo prima di spiccare il volo” e quelli, ovviamente in minoranza e magari accusati di voler fare i parac..., che “la verità sta più o meno nel mezzo”. Ecco. Io sto sostanzialmente nel terzo gruppo, anche se continuo a pensare che questa sia una squadra con valori difficilmente discutibili e con un grandissimo potenziale. Ciò significa pararsi gli occhi o far finta che difetti o problemi non esistano? No. Più semplicemente, significa restare coerenti con le convinzioni maturate nel corso dell'estate pur cercando di capire come mai le cose non stiano andando nella direzione giusta.

Imbucata Paratici

Manca cattiveria, manca... De Gea

Certo, guardando la classifica e soffermandosi su certi numeri (vedi ad esempio il dato, inquietante, dei gol subiti) la tentazione di lasciarsi prendere dal panico esiste. Eppure, ogni tanto, varrebbe la pena scavare un po' più a fondo. I viola per esempio, sono quinti in Serie A per tiri concessi (12,1), alle spalle di Juventus, Milan, Roma e Inter. Evidentemente insomma, non siamo davanti ad una squadra così scoperta o incapace di proteggere la propria porta. Non a caso, ed è questo l'elemento preoccupante, ben 13 delle 17 subite sono arrivate su azione manovrata e, molto spesso, a difesa schierata. E' una semplificazione, ma non si va molto lontani dalla realtà quindi se si individua nell'attenzione, nella “cattiveria” nella marcatura e, prima o poi bisognava pur dirlo, nel rendimento di De Gea, la spiegazione a quel dato terrificante.

Questione terzini

Naturalmente, ci sono poi le qualità individuali, e qua probabilmente qualche difetto di costruzione c'è. Penso soprattutto ai terzini: Jimenez e Valdepenas (sul quale io sinceramente insisterei) sono giocatori di grande qualità ma soffrono quando c'è da difendere. Per non parlare di Viery, che spero non venga più proposto come terzino. Come proteggerli? La mia idea è sempre quella: accorciando la squadra e, in questo modo, facendo si che abbiano spazi il più piccoli possibili da difendere. Ci sono due strade, per farlo: abbassare la linea, e impostare una squadra che aspetti sempre e comunque l'avversario, o insistere sulla via del coraggio. Personalmente, pur rispettando chi soprattutto vista l'attuale posizione di classifica invita a fare un passo indietro, continuo a pensare che viste le caratteristiche dei giocatori sia più giusto non farsi spaventare. Perché una cosa è certa: nel complesso questa è una squadra costruita sul talento e sulla qualità e spingerla a difendersi significa violentarla.

L'attacco non converte

Il guaio, semmai, è che quando attacchi bene (come successo col Como) devi concretizzare. E qua secondo me si apre il tema forse più preoccupante nel senso che non sono così convinto che i vari Pellegrino, Beto, Njie e Mastantuono (a proposito, continuare a discuterlo mi pare follia pura) possano garantire i gol che servono per costruire un campionato all'altezza. Un po' perché devono maturare (penso all'ex Toro), un po' perché non vengono serviti con continuità nel modo giusto (vale per l'ex Parma) e un po' perché almeno fino ad ora hanno palesato enormi difficoltà (vero Beto?) praticamente sotto tutti gli aspetti. Anche qua, ci aiuta un'analisi più accurata dei numeri: la Fiorentina ha il 15mo attacco del campionato (solo 8 reti) ma è settima per tiri totali, nona per tiri in porta e 18ma (quindi terzultima) per differenza tra xG e gol fatti. In sintesi: crea occasioni, ma non concretizza. Basta pensare che è sesta (dietro a Inter, Como, Roma, Napoli e Frosinone) per conclusioni dall'interno dell'area.

Al contrario di quando c'era Palladino

Siamo davanti insomma ad una squadra che è l'esatto opposto di quella che con Palladino si era issata fino al sesto posto in classifica. In quella Fiorentina il portiere parava, e il centravanti segnava. Oggi De Gea para (molto) meno, e gli attaccanti digiunano. Risultato: quei viola ottenevano risultati clamorosamente superiori ai propri meriti mentre questi, per il momento, stanno raccogliendo molto meno di quanto seminato. E sia chiaro. Si tratta di un problema da risolvere, intervenendo prima di tutto sulla testa: cattiveria, capacità di capire momenti e situazioni della partita, determinazione. Son questi, a mio avviso, i primi tasti su cui battere con forza.

Il trequartista è sostenibile?

Poi certo, forse (in attesa di Atta) giocare con due centrocampisti (di cui uno è Fagioli) e quattro giocatori prettamente offensivi è un piano troppo ambizioso e forse insostenibile. Meglio aggiungere un centrocampista (Oulai) e togliere il trequartista. Tornare al 4-3-3 insomma, o al 4-3-2-1 se una volta recuperato l'ex Udinese si vuol stare un po' più accorti mettendo lui e Mastantuono dietro al centravanti. Un'idea, con la speranza comunque che Vanoli trovi una strada, insista su quella, e smetta di fare avanti e indietro tra una soluzione e l'altra, da una partita all'altra.

Paratici parli

P.S: ho sempre speso parole di grande stima e ammirazione per Paratici e continuo a pensare che il suo arrivo sia stata una delle migliori notizie degli ultimi anni. Proprio la stima però, mi impone di avanzare una critica. Capisco che non sia nella sua natura parlare, ma considerando quanto credito gli ha riconosciuto e in gran parte continui a riconoscergli la città, penso che visto il momento dovrebbe prendersi la responsabilità di esporsi e di dire la sua. Anche perché (tanto per tornare a quanto scritto fin qua) non ci vuol molto a capire che la situazione merita si attenzione (parecchia) ma non sia tale da dover già pensare che sia tutto da buttare. Anzi.

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