La Fiorentina ha preferito una cessione definitiva di Braschi dando così ragione a Paolo Vanoli

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Tante critiche sono state rivolte a Paolo Vanoli la passata stagione per non aver dato abbastanza spazio a Riccardo Braschi, soprattutto in gare come quella contro il Sassuolo in cui Kean e Piccoli erano assenti. L’ex Torino anche in quell’occasione ha preferito un adattamento di Gudmundsson al giovane Primavera. Eppure con la sua cessione al Thun sembra che Paratici e Grosso abbiano dato ragione all’ex tecnico viola, il quale forse non lo riteneva ancora pronto al grande salto in prima squadra.

Che la società non avesse intenzione di puntare su di lui era chiaro già all’uscita della lista dei convocati per il ritiro estivo. Tanti 2010 e ragazzi della Primavera presenti, eccetto Braschi. Con il solo Piccoli a disposizione e Kean a metà servizio per via del percorso di recupero personalizzato, la Fiorentina ha deciso di chiamarlo in extremis solo a cavallo tra l’amichevole con il QPR e quella con il Watford. Un segnale di come le caratteristiche dell’attaccante non rientrassero nei piani di Grosso.

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Per questo la Fiorentina ha deciso di far partire Braschi a titolo definitivo al Thun per una cifra di 1,2 milioni di euro. In ogni caso il club viola ha mantenuto sul giocatore un diritto di recompra in attesa di capire quali saranno gli sviluppi della sua carriera. In questi tre anni nel campionato svizzero - con la possibilità di un eventuale quarto - la Fiorentina potrà monitorare la situazione. Qualora l’attaccante dovesse dimostrare il suo talento a lungo termine, la società gigliata potrebbe riportarlo a Firenze. Un nuovo modo di gestire i giovani che permette alla Fiorentina di guadagnare nell’immediato permettendo ai giocatori cresciuti nel vivaio di fare esperienza.

Insomma, quelle scelte che all'epoca avevano fatto discutere oggi trovano una spiegazione: Braschi aveva ancora bisogno di tempo prima di essere pronto per la prima squadra.

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