Beto chioccia di Pellegrino, ma non solo. Ma chi giocherà contro il Napoli di Allegri? A Vanoli la gestione della "bella scelta"

Beto in conferenza stampa: cosa ha veramente colpito

Al di là della questione tattica, però, la conferenza ha raccontato soprattutto un Beto diverso da quello che ci si potrebbe aspettare guardando soltanto il suo curriculum.

Il guineense sembra voler diventare un punto di riferimento umano prima ancora che tecnico. L’esperienza accumulata negli anni, unita alla giovane età media della Fiorentina, può trasformarlo in una figura importante nello spogliatoio.

E il rapporto con Pellegrino ne è forse l’esempio migliore. Due giocatori che si contendono lo stesso posto, ma che possono anche aiutarsi reciprocamente. Due centravanti che non devono necessariamente essere messi l’uno contro l’altro, perché proprio le loro differenze possono diventare una risorsa per Vanoli.

Beto, insomma, sembra aver già compreso una cosa fondamentale: non sarà importante soltanto quanto giocherà, ma cosa riuscirà a dare alla Fiorentina ogni volta che scenderà in campo.

Gol, profondità, fisicità, gioco di sponda. Ma anche sacrificio, letture e disponibilità. È questa la versione di Beto che Vanoli vuole costruire. E, almeno dalle parole del guineense, sembra esserci la piena disponibilità a interpretarla.

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