Il viola è il nostro colore, la Fiorentina è la grande passione dei fiorentini. E siamo grati al destino che ci volle fiorentini.

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Vinciguerra: "L'importanza del Marchese Ridolfi nella nascita della Fiorentina"

Il demiurgo Ridolfi

Cento anni, un secolo fa. Qualcuno ha detto che la cronaca è la prima bozza della storia: ebbene, proprio in quei giorni nasce una storia diversa quanto affascinante. Luigi Ridolfi, nobile e molto più sportivo che politico, pur essendo un notabile del partito fascista, si prende il compito di mettere ordine in quell’arcipelago calcistico di piccole esperienze che già nel 1898 aveva prodotto il Florence Football club. Così prova a dare un senso a tutto l’entusiasmo. Non senza difficoltà riesce a convincere quelli della Palestra Ginnastica Libertas e quelli del Club Sportivo a collaborare. Insieme si è più forti.
My Way centenario

Dal biancorosso al viola

Vincere la riottosità dei fiorentini non è mai stato semplice. Lui ce la fa. Il nome deve essere facile ed esaustivo: Fiorentina, i colori bianco e rosso. Il vero miracolo è però l’entusiasmo che questa “convenzione” suscita. La più parte dei fiorentini si riconosce subito in quei colori: è Firenze. Né l’avvento del viola cambierà qualcosa. L’origine di quella scelta è oggetto di ricordi e qualche leggenda ma il viola è il colore dell’iris. I tifosi, tra i primi in Italia, si organizzano e danno vita all’Ordine del Marzocco. È un amore che non si spegnerà mai. Si esalterà per i successi degli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta. I due scudetti, quattro secondi posti, la Coppa delle Coppe, la finale di Coppa dei Campioni rappresentano il grosso della bacheca viola, cui dagli anni Ottanta fino al 2001 si aggiungono alcune Coppe Italia, qualche prezioso piazzamento e uno scudetto “scippato” all’ultimo minuto. La tifoseria si è organizzata, sono nati i Viola club. Ma la Fiorentina è sempre più Firenze.

I moti di piazza per Baggio

E Firenze insorge quando Agnelli pretende e ottiene Roberto Baggio. Moti di piazza, sassaiole, cariche della polizia. Tifare Fiorentina per i fiorentini è come un legato testamentario. Indro Montanelli diceva che non si può essere toscani se non si ha a cuore la Fiorentina. L’assunto è: noi, i nostri figli, i nostri nipoti saranno viola, gatti compresi. I presidenti si succedono, il calcio diventa sempre più costoso. Purtroppo le buone intenzioni non bastano e la Fiorentina, dal “paradiso dei sogni” scivola dannatamente verso “l’inferno del crepacuore”. Due retrocessioni (dopo quella negli anni Trenta) e poi il fallimento. Ma anche in quel momento la passione viola sopravvive. Sopporta con orgogliosa dignità la ripartenza dalla C2 con una nuova società che il Sindaco Leonardo Domenici e l’allora assessore allo sport Eugenio Giani avevano frettolosamente costituito per riscattare dalla Federazione il titolo sportivo. Alla faccia dei tribunali, si chiamava Florentia Viola 1926 ma tutti la leggevano Fiorentina. Si riparte da Gubbio, da Prato, da Gualdo Tadino. Il viola è la passione coincidono. Trasferte anche in motorino. L’obiettivo è lo stesso: stare con la Fiorentina. Finalmente si torna in Serie A.

Gli uomini passano, la Fiorentina rimane

Sono passati imprenditori, dirigenti, allenatori, giocatori. Ma le varie gestioni, i vari proprietari del momento rappresentano delle puntate di questa storia, durando poco più che una decina di anni. Lo stesso discorso vale per i giocatori, salvo qualche caso come Antognoni. Gli uomini si alternano ma ciò che non tramonta mai in questa storia è la passione. La tifoseria vive qualche soddisfazione e molte delusioni; in una finale drammatica è perfino capace di mettere la sordina al proprio scontento riponendo tutti gli striscioni della contestazione salvo uno: "solo per Firenze!" La Fiorentina è la Fiorentina. Qualcuno evoca il romanzo di Gabriel Garcia Marquez, Cent’anni di solitudine: sono cent’anni che siamo soli contro tutti. E’ un paradosso che contiene una punta di verità. E’ un secolo di orgogliosa indipendenza di campanile. Ecco, la festa vera deve essere dedicata alla passione. Il sentimento non conosce sconfitta. Il viola è il nostro colore, la Fiorentina è la grande passione dei fiorentini. E siamo grati al destino che ci volle fiorentini.

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